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Bazoli: «Nessun ruolo in Uni-Intesa»

«Dopo ulteriori indiscrezioni relative a ipotetici progetti di aggregazione tra Intesa Sanpaolo e UniCredit, mi vedo costretto a precisare che non ho avuto alcun ruolo nell’ideazione di tali progetti, ammesso che esistano, e non ho mai assegnato ad alcuno incarichi, anche solo informali, volti a definirli».
Al lungo elenco delle smentite sul fatto che esista un progetto di integrazione tra le prime due banche italiane ieri si è aggiunta anche quella di Giovanni Bazoli, presidente del Consiglio di sorveglianza di Intesa: «Non ho discusso di tali argomenti né con presidenti di Fondazioni bancarie, né con rappresentanti di altri importanti azionisti, di Intesa Sanpaolo o di UniCredit. Né tantomeno con consulenti aziendali o direttori di giornali», ha puntualizzato ieri Bazoli in una nota diffusa in serata, entrando così nel merito e smentendo alcune ricostruzioni che lo vedevano ispiratore di un avvicinamento tra le due banche per sondare eventuali spazi per un’integrazione.
Bazoli considera sia Intesa che UniCredit «solide, ben patrimonializzate, pur diversamente presidiate da azionisti stabili e in grado di affrontare le sfide del mercato del credito». Tuttavia, stigmatizza con preoccupazione il presidente della Sorveglianza di Ca’ de Sass, «la perdurante debolezza del nostro mercato borsistico. È un mercato che ha perso oltre il 63% del suo valore dal 2007 a oggi e le banche hanno subìto una penalizzazione ancora maggiore, da riferire essenzialmente alla percezione del rischio Italia». Di qui, dice Bazoli, «la capacità di convogliare il risparmio e attirare investitori sul mercato azionario è un tema da mettere al centro dell’attenzione di regolatori, investitori e operatori». Come dire: il progetto di integrazione non c’è ma il tema della contendibilità delle banche italiane è reale, dunque occorre elevare le difese intorno al sistema.
Sempre ieri, in mattinata, il presidente di Banca Fideuram Enrico Salza aveva definito l’ipotesi di fusione «un’idea sballata, una bufala». «È un’operazione che non credo esista se non nella fantasia di qualcuno – ha detto l’ex presidente del Consiglio di gestione di Intesa, e tra promotori della fusione con il Sanpaolo nel 2006, a margine della giunta Assonime –, c’è troppa gente che parla senza sapere».

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