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Bazoli: l’indagine su Ubi? Sorpreso, ma rispetto per i pm

A caldo, dopo le perquisizioni di mercoledì anche negli uffici milanesi di Intesa Sanpaolo disposte dalla procura di Bergamo, era stato l’avvocato di Giovanni Bazoli a precisare che non ci sono state violazioni di legge negli accordi che hanno dato vita a Ubi Banca, essendo stati tutti comunicati alle autorità e recepiti negli statuti e in altri atti ufficiali. Ieri è stato lo stesso presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo (e da due anni ex vicepresidente della popolare bresciano-bergamasca) a dirsi «profondamente sorpreso» dall’inchiesta che lo vede indagato per ostacolo alla vigilanza (è invece estraneo dal filone sulle presunte truffe in Ubi Leasing) per un presunto patto occulto che controllerebbe l’istituto. 
Bazoli ha colto l’occasione dell’arrivo alla riunione del consiglio del Teatro alla Scala: «Ho sempre rispettato e difeso la magistratura», ha spiegato ai giornalisti, «e per coerenza devo quindi rispettarla anche nel momento in cui vengo interessato da un provvedimento che mi sorprende profondamente, avendo io sempre testimoniato nella mia vita e nei miei comportamenti una totale e leale osservanza delle regole e delle leggi». L’ipotesi di reato nell’inchiesta del pm Fabio Pelosi condotta dal nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza guidato dal generale Giuseppe Bottillo coinvolge Bazoli (insieme con Emilio Zanetti, Andrea Moltrasio, Mario Cera, Franco Polotti, Victor Massiah) in qualità di presidente dell’«Associazione Banca Lombarda e Piemontese», un raggruppamento di azionisti di Ubi al pari dell’associazione bergamasca «Amici di Ubi Banca». Secondo gli inquirenti, mettendo insieme le norme del protocollo della fusione, quelle dello statuto di Ubi, il regolamento del comitato nomine e gli statuti delle associazioni, i membri del comitato nomine (del consiglio di sorveglianza di Ubi) sarebbero vincolati nella scelta degli amministratori alle indicazioni provenienti dalle due associazioni. Ora le fiamme gialle dovranno esaminare il materiale raccolto nelle 20 perquisizioni. Intanto l’Adusbef — che con un esposto del presidente Elio Lannutti nel 2012 aveva fatto partire l’inchiesta su Ubi Leasing — ha chiesto le dimissioni di Bazoli da Intesa Sanpaolo.
Chi ha sofferto ieri è stato il titolo Ubi. Complice il calo generalizzato della Borsa, ha perso il 7,74% a 5,78 euro, nonostante la mossa dell’amministratore delegato Massiah che ha comprato sul mercato 20mila azioni per 119.200 euro, e soprattutto nonostante i conti trimestrali chiusi con 58 milioni di utili, più delle attese degli analisti.

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