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Bazoli: Intesa sarà modello all’estero

Il modello di governo societario monistico che sta mettendo a punto Intesa Sanpaolo «sarà un punto di riferimento in Italia, ma anche all’estero, nei paesi dove è attuato da tempo. Ma dove non mi pare siano sempre stati adottati i presidi necessari per evitare gli errori del passato». Lo ha detto ieri Giovanni Bazoli in Bocconi durante il convegno «I modelli di amministrazione e controllo nelle società quotate», organizzato dall’ateneo milanese e dalla Consob. Al quale ha partecipato Giuseppe Vegas, presidente dell’authority, che si è espresso a favore del sistema monistico: «Potrebbe essere applicato per default alle imprese che vanno in Borsa».
Bazoli ha spiegato le ragioni che hanno portato la banca ad abbandonare il dualistico e a scegliere in modo pionieristico il sistema monistico, con un unico board che svolge le funzioni di supervisione strategica, gestione e controllo, senza quindi collegio sindacale. Tipologia prevalente all’estero ma che in Italia, come ha sottolineato il giurista Piergaetano Marchetti nell’introdurre i lavori, a oltre dieci anni dalla riforma del diritto societario, è oggi applicato da due sole società quotate, mentre oltre il 97% adotta quello tradizionale con i sindaci. Bazoli ha poi messo in evidenza qualità e criticità del nuovo sistema che verrà costruito avvalendosi di «ampi spazi di autonomia statutaria». Proprio per attenuare i rischi presenti, accanto ai vantaggi, nella convergenza delle funzioni di gestione e controllo in un unico organo di vertice, il presidente di Intesa Sanpaolo ha indicato una delle scelte che saranno guardate con più attenzione (anche all’estero): «Pensiamo di attribuire all’assemblea il compito di nominare e revocare il Comitato di controllo sulla gestione», costituito da consiglieri che avranno anche poteri (rafforzati) di controllo. «Si richiede loro una “doppia anima”. L’esito dipenderà dalle qualità morali e professionali degli amministratori, che dovranno essere elevate». Bazoli ha confermato che lo statuto sarà pronto per metà ottobre e che si va verso un «premio di maggioranza». Il punto è «quale sarà». «Si potrebbe prevedere che anche una terza lista che raggiunga un certo quorum possa beneficiare della distribuzione dei posti riservati alle minoranze».
Vegas ha sottolineato il favore verso il monistico: «La legislazione ci consente di sanzionare principalmente i sindaci. Ma è giusto colpire l’anello più debole? Nel monistico il fatto che i componenti il comitato di controllo siano anche amministratori garantisce loro di esercitare la funzione di controllo in forma più ampia di quanto consentito al collegio sindacale».

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