Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Bazoli: fondazioni necessarie, ora più peso agli investitori

Le Fondazioni soci «pazienti» e fattore di «stabilità» sono state sin qui necessarie allo sviluppo delle banche italiane. Ma il riconoscimento del compito svolto non impedisce il passo indietro dal capitale delle aziende di credito. Giovanni Bazoli sceglie la celebrazione dei 450 anni di storia della Compagnia di San Paolo, la fondazione torinese primo azionista di Intesa con il 9,8%, per «ipotizzare (e forse anche auspicare) che questo ruolo delle fondazioni venga meno nel futuro, ove si realizzasse l’auspicato incremento di peso nel nostro mercato finanziario degli investitori istituzionali». Dalle Autorità nazionali e internazionali, riconosce il presidente del consiglio di sorveglianza della superbanca, «provengono alcuni condivisibili moniti e raccomandazioni: che siano evitate interferenze nella governance e nelle scelte imprenditoriali, che siano rispettati gli standard di professionalità e indipendenza degli amministratori e altresì che siano diversificati i portafogli delle Fondazioni» al fine di allentare, come ha chiesto il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, legami troppo stretti con la banca di riferimento. Una transizione vista ormai da più parti come passaggio indispensabile per incoraggiare quegli stessi investitori che oggi stanno alla finestra. Ad ascoltare il Professore bresciano, una vita spesa (anche) a mediare richieste e istanze delle fondazioni socie, c’è — al Teatro Carignano di Torino dove viene presentata l’opera di Einaudi sulla storia della Compagnia — il presidente di quest’ultima Sergio Chiamparino, indicato tra i principali sostenitori del cambio di governance della banca Mi-To che abbandonerà con gradualità il sistema duale, tornando al consiglio unico.
È però a un orizzonte più ampio, a tutto il sistema, che Bazoli guarda in questo autunno delle banche reso già molto caldo dalle sofferenze ai massimi storici e gli esami della Vigilanza. I portafogli crediti della stessa Intesa e di Unicredit sono di nuovo sotto la lente di Bankitalia che preme per il completamento della «pulizia» dei bilanci prima dell’«asset quality review», la certificazione di qualità, che sarà condotta il prossimo anno dalla Bce. Dalle ispezioni di via Nazionale, definite di «routine» negli uffici milanesi delle due banche, verranno certo indicazioni importanti sulla marcia di avvicinamento ai test europei. La politica dovrà battere più di un colpo, è (anche) a lei, conclude Bazoli al Carignano, che spettano «grandi responsabilità» in un Paese che ha smarrito «il coraggio di innovare e la capacità di progettare».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa