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Bazoli confermato, grandi soci compatti

TORINO — Intesa Sanpaolo sceglie la linea della continuità e conferma Giovanni Bazoli alla presidenza del consiglio di sorveglianza. Il banchiere è stato eletto alla guida di Cà de Sass ieri dall’assemblea dei soci, riuniti a Torino per rinnovare la governance, dopo alcuni ritocchi allo statuto, e approvare il bilancio e la distribuzione di 832 milioni di dividendi.
L’assise, come nelle previsioni, è stata lunga ma è filata via senza particolari problemi. La conferma di Bazoli era scontata, anche se durante l’assemblea il banchiere ha rivelato di aver meditato a lungo la decisione essendo «spinto a un orientamento negativo, per tranquillità personale». Tuttavia «le pressanti insistenze degli azionisti e del nuovo consigliere delegato», ha raccontato, lo hanno persuaso a rendersi disponibile per un nuovo mandato. Il presidente di Intesa ha però anche riconosciuto che le richieste di alcuni soci di mettere dei limiti di età per gli incarichi di vertice sono giuste. Bazoli ha ricordato «altri inviti a farmi da parte di cui sono stato recentemente destinatario», riferendosi senza nominarlo a Diego Della Valle, il cui invito, ha aggiunto il banchiere, «non credo derivi dalla condivisione della grossolana teoria della rottamazione, che oggi è tanto di moda». Tale teoria «applicata senza eccezioni — secondo Bazoli —, potrebbe applicarsi a persone che sono ritenute essenziali per la società civile e la politica». Altra cosa, invece, è la preoccupazione che per via dell’età il mandato possa «non essere compiuto con impegno e quindi con pregiudizio per la banca», e questo è «ragionevole e giusto manifestarlo», al punto che lo stesso banchiere ha ammesso che «mai esiterei un momento a passare la mano ad altri, al primo segno di difficoltà nell’espletamento del mandato».
Dunque Bazoli resta presidente di Intesa per il prossimo triennio. I presidenti della Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti, e della Compagnia di Sanpaolo, Sergio Chiamparino, hanno espresso soddisfazione per la conferma dei vertici, augurando al consiglio di «proseguire con continuità il buon lavoro svolto fino ad oggi». L’assemblea dei soci ha inoltre eletto vicepresidenti Gianfranco Carbonato e Mario Bertolissi. Su proposta di Compagnia Sanpaolo gli emolumenti del consiglio sono stati ridotti. Oltre al taglio già deciso l’anno scorso per i due presidenti, divenuto stabile, il compenso per gli amministratori e i vicepresidenti è stato portato a 100 mila euro, cui si aggiungono 800 mila euro per Bazoli. I presidenti dei comitati, inoltre, percepiranno 30 mila euro e 1.800 euro di gettone di presenza.
Prima di avviare le operazioni di voto, il presidente di Cà de Sass ha reso noto di aver ricevuto dalla Consob una richiesta di chiarimento circa la lista presentata da Assogestioni, al fine di escludere collegamenti con quella depositata da Fondazione Cariplo e dalla Compagnia Sanpaolo, azioniste di Intesa e quindi anche di Eurizon Capital, che ha concorso a determinare l’elenco dei fondi comuni. La risposta ha escluso qualsiasi collegamento o conflitto di interessi. Assogestioni ha conquistato due posti nel nuovo board di sorveglianza con Rosalba Casiraghi e Marco Mangiagalli.
Archiviata l’assemblea, ora la partita delle nomine si sposta al piano inferiore, sul consiglio di gestione, dove appare scontata la conferma del consigliere delegato, Enrico Cucchiani, e l’arrivo alla presidenza di Gian Maria Gros Pietro in sostituzione di Andrea Beltratti. Il consiglio dovrebbe essere composto da nove membri ma sui nomi ancora non ci sarebbe l’accordo. In particolare il confronto riguarderebbe la presenza nel board dei direttori generali, Giuseppe Castagna, Gaetano Miccichè e Carlo Messina, o piuttosto di manager con responsabilità meno dirette. Sono circolati i nomi di Francesco Micheli e di Paolo Grandi. La nomina spetta al consiglio di sorveglianza che si riunirà lunedì prossimo e procederà alla composizione dei diversi comitati avviando quindi l’iter per la scelta dei consiglieri di gestione.
Nel frattempo sarà Cucchiani a reggere la gestione e ieri in assemblea il banchiere ha ricordato agli azionisti che, nonostante la crisi, oggi «Intesa Sanpaolo è più forte rispetto al 2011 e può contare su una solidità patrimoniale ed un’elevata liquidità» che le consentono di guardare al futuro con serenità. «Se le condizioni di mercato miglioreranno — ha aggiunto — passeremo a un strategia meno conservativa».

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