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Bayer offre 62 miliardi di dollari (in contanti) per Monsanto

Bayer, dopo essere uscita allo scoperto con l’ufficializzazione del proprio interesse per Monsanto, svela formalmente le proprie carte. Il colosso chimico-farmaceutico tedesco ha infatti presentato un’offerta da 62 miliardi di dollari (circa 55 mld di euro) integralmente in contanti per la multinazionale dell’agroindustria statunitense. Bayer ha in particolare offerto 122 dollari per azione, “un valore con premio sostanziale” per gli azionisti di Monsanto. Infatti il prezzo proposto implica un premio del 37% rispetto ai valori di chiusura segnati dal titolo il 9 maggio scorso e del 36% rispetto alla media dei volumi degli ultimi tre mesi.
La multinazionale di Leverkusen, che prevede sinergie per 1,5 miliardi di dollari a tre anni dall’eventuale perfezionamento dell’accordo, ha intenzione di finanziare l’intera operazione con una combinazione di titoli di debito e nuovi capitali nella convinzione che la forte generazione di cassa attesa in futuro possa consentire una rapida riduzione della leva finanziaria anche grazie al sostegno delle banche finanziatrici BofA Merrill Lynch e Credit Suisse. La componente azionaria è previsto rappresenti il 25% circa dell’enterprise value della transazione e venga raccolta tramite un aumento di capitale in opzione.
La società tedesca, pronta ad avviare immediatamente la due diligence e i relativi negoziati per raggiungere un accordo nel più breve tempo possibile, ritiene che “l’acquisizione di Monsanto sia una opportunità interessante per creare un leader globale nell’agricoltura, rafforzando nel contempo Bayer come azienda del settore della Life Science con una posizione più profonda in un settore di crescita di lungo termine”.
Da diverse settimane circolano indiscrezioni sulle intenzioni di Bayer di procedere con una mega-operazione destinata a rafforzare le sue strategie nel campo dell’agro-industria. In caso di esito positivo delle eventuali trattative e di mancati ostacoli significativi da parte delle autorità antitrust, la fusione tra le due società porterebbe alla creazione della più grande azienda al mondo nel comparto dei semi e dei pesticidi con un fatturato annuale di quasi 70 miliardi di dollari. La nuova Bayer riuscirebbe inoltre a rafforzare in un colpo solo le proprie attività nell’agroindustria, che attualmente pesano per il 22% del fatturato consolidato. Monsanto spingerebbe tale percentuale al 40% con i suoi 15 miliardi di dollari fatturato nelle sementi e nei pesticidi. La restante parte dei ricavi sarebbe invece generata dal business tradizionale della farmaceutica. La società tedesca, nota per aver inventato l’Aspirina, ha focalizzato la sua attenzione negli ultimi anni sulle attività farmaceutiche da una parte e l’agro-chimica dall’altra, dismettendo Lanxess, attiva nelle specialità chimiche, e il produttore di plastiche Covestro.
I contatti tra Bayer e Monsanto si inseriscono in un contesto in rapida evoluzione per l’intero comparto dell’agrochimica, messo a dura prova dal crollo di numerose culture con conseguenti tagli degli investimenti da parte degli agricoltori. Proprio Monsanto è stata costretta lo scorso autunno a rinunciare alla svizzera Syngenta e quest’ultima ha poi accettato una proposta di acquisizione della cinese ChemChina dal valore di 43 miliardi di dollari. Altri grandi colossi come Dow Chemical e DuPont sono nel pieno del loro progetto di fusione da 130 miliardi, mentre da diverse settimane circolano indiscrezioni sull’interesse sempre di Monsanto per le attività nel campo dell’agricoltura di Bayer, a dimostrazione di quanto la multinazionale statunitense dei semi e dei pesticidi sia al centro del processo di consolidamento non solo come preda ma anche come predatore. Peraltro alcune indiscrezioni di stampa hanno citato un’altro colosso tedesco, Basf, come potenziale interessato alla società di St.Louis.

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