Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Battaglia su Ubi Cattolica schiera il suo 1% con Intesa

Cattolica sposta il suo 1% di Ubi Banca dal “Comitato azionisti di riferimento” (Car) al carro di Intesa Sanpaolo, che ha in corso l’offerta pubblica sull’istituto rivale.
Il cda dell’assicuratore veronese, riunito sotto la presidenza di Paolo Bedoni, ha scelto all’unanimità, «ritenuto il proprio interesse alla luce sia delle autorizzazioni di vigilanza ottenute dall’offerente, sia del comunicato dell’emittente (Ubi, ndr ), sia ancora dell’andamento del mercato » di aderire all’Ops con cui fino al 28 luglio gli azionisti Ubi possono scambiare 10 azioni con 17 di Intesa Sanpaolo. La comunicazione è «ai sensi e per gli effetti dell’art. 123 del Testo unico della finanza», che disciplina il recesso senza preavviso da patti tra soci quando arrivano offerte pubbliche sul mercato.
Il ribaltone, annunciato da giorni di voci come pure dalle dimissioni dal vertice del Car di Mario Cera (gran consigliori di Cattolica e del suo socio forte Fondazione Banca del Monte di Lombardia), è certo influenzata dal prospettico cambio di controllo datato 25 giugno, quando Generali si è disposta a investire fino a 350 milioni nella prossima ricapitalizzazione di Cattolica, per diventarne primo azionista al 24,4%. Un’aggregazione, quest’altra, che ha il placet della vigilanza assicurativa Ivass, che nelle turbolenze dei mercati durante il coronavirus aveva chiesto a Cattolica di aumentare fino a 500 milioni il patrimonio eroso dalle perdite su Btp e altre partecipate (tra cui la stessa Ubi). Proprio a fine febbraio, pochi giorni dopo l’annuncio dell’offerta del gruppo guidato da Carlo Messina, l’assicuratore veronese aveva raddoppiato la sua quota in Ubi fino alla soglia minima (1%) per entrare nel patto Car, dove circa un quinto del capitale di Ubi s’era schierato, da subito, contro la proposta di Intesa Sanpaolo ritenuta «inaccettabile e irricevibile» fino ad aprile. Ma la decisione presa ieri a Verona, che fa scendere ancora la quota sindacata dal patto Car (dal 18,76% al 17,75%) rischia di far venir meno anche un altro dei suoi pilastri: Fondazione Banca del Monte di Lombardia, che di Cattolica è finora secondo socio al 3,16%, ed è un peso massimo anche in Ubi con un 3,95% sindacato nel Car. Il presidente dell’ente con sede a Pavia, Aldo Poli, è infatti vice presidente vicario di Cattolica Assicurazioni: e ieri ha votato anche lui perché le azioni Ubi confluiscano dentro Intesa Sanpaolo. Come potrà il Poli che guida la Fondazione pavese fare una scelta opposta sull’offerta di Intesa Sanpaolo rispetto al Poli numero due con deleghe nel gruppo delle polizze veronesi? Una risposta arriverà presto: gli organi sociali della Fondazione BdML, che ha arruolato Soc- Gen per un’analisi sul dossier, potrebbero riunirsi già venerdì. E per quella data sembra si possa pronunciare, in anticipo sui tempi previsti, anche l’Antitrust. L’unica authority il cui nulla osta manca all’Ops, e che nell’istruttoria aveva criticato l’eccessiva concentrazione derivante dalla fusione tra la prima e la quarta banca italiana, ottenendo maggiori impegni dell’offerente, disposto a cose fatte a cedere a Bper 532 filiali, quasi un terzo di quelle che acquikPaolo sterebbe con l’Ops.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Mentre Intesa Sanpaolo corona l’acquisizione di Ubi prepara già un futuro europeo, prossimo e poc...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

A seguito del protocollo di collaborazione siglato con Sace per sostenere la liquidità delle impres...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo 12 anni ininterrotti al timone (e 18 nella banca), Victor Massiah lascia il comando di Ubi. Le ...

Oggi sulla stampa