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«Basta burocrazia, investire sulle aziende»

Un’elezione all’unanimità, con una percentuale record di consensi, il 99,9%, come non succedeva dai tempi di Luigi Abete. Carlo Bonomi è il nuovo presidente di Confindustria per il periodo 2020-2024, nominato ieri nell’assemblea privata, che si è tenuta a Roma. A porte chiuse e in via telematica, per l’emergenza del virus. Altissima anche la partecipazione, pari al 94,13 degli aventi diritto al voto (Bonomi ha avuto 818 sì e una scheda nulla). Si conclude così l’iter della successione a Vincenzo Boccia, cominciato a gennaio con la nomina dei saggi.

Bonomi prende il testimone in una fase difficilissima per il paese, con una previsione di calo del Pil per il 2020 attorno al 9,5 per cento. Lo ha messo in evidenza ieri, nel suo discorso, indicando le sfide che le imprese e l’Italia nel suo complesso devono affrontare. Serve una «profonda e positiva discontinuità», ha detto il neo presidente. Sulla burocrazia, che con le procedure farraginose blocca il paese e le aziende; sul fisco, che deve sostenere la crescita e non penalizzarla. Servono riforme, con interventi strutturali, per crescere e ridurre il debito pubblico. Guardando avanti: Bonomi ha rilanciato il Piano strategico 2030-2050, che sarà preparato da Confindustria prima delle legge di bilancio, in cui si indicherà dove concentrare le risorse delle imprese e si solleciterà la politica a raddoppiare gli investimenti pubblici in infrastrutture, digitalizzazione, formazione, sanità. Bonomi infine ha chiesto uno sforzo di «dedizione assoluta» alle imprese, nella convinzione che reddito e lavoro possono darlo solo le aziende, i mercati, gli investimenti e l’equilibrio della finanza pubblica. Con questi obiettivi il neo presidente lavorerà insieme ai suoi vice: «Sarà la squadra di tutta Confindustria».

Con Bonomi presidente nazionale, il suo vicario, Alessandro Spada, prende la guida di Assolombarda fino al rinnovo della presidenza per il quadriennio 2021-2025, la prossima primavera. La decisione è stata presa dal consiglio generale dell’associazione, che ha confermato l’attuale squadra. Spada, rivolgendo a Bonomi gli auguri di tutta Assolombarda, ha dichiarato che proseguirà il lavoro avviato dal suo predecessore, con il «duplice sforzo» di mettere al centro dell’agenda pubblica «misure di lungo respiro» per la tenuta del sistema produttivo, e «lavorare per un rilancio del pil per recuperare il gap perduto anche rispetto al 2008».

L’assemblea privata di Confindustria ha anche approvato il bilancio 2019: la gestione operativa e finanziaria si è chiusa con un avanzo di 30.794 euro. È proseguita l’implementazione del piano strategico approvato a novembre 2017. Completati circa il 90% degli obiettivi di sviluppo previsti. Il totale oneri e il totale proventi si attestano a 37,4 milioni di euro. Il totale oneri, confrontato con la serie storica, è in evidente riduzione rispetto al 2002. Confindustria al 31 dicembre 2019 presenta un patrimonio netto di 205,5 milioni di euro con una riserva attività istituzionali di 49,2 milioni.

Molti sono stati gli auguri a Bonomi, dalle istituzioni, a partire dalla presidente del Senato, Elisabetta Casellati, al mondo delle imprese, con Marco Gay, presidente Anirec-Assinform; Silvia Rovere, presidente Confindustria Assoimmobiliare; Pietro Guindani, Asstel; al sindacato, con la Cisl di Annamaria Furlan.

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