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Bassilichi, l’obiettivo resta Piazza Affari

La quotazione resta l’obiettivo naturale del gruppo Bassilichi, ai vertici del business process outsourcing (monetica, back office, sicurezza) in Italia e nei Balcani. A confermarlo sono Marco e Leonardo Bassilichi, rispettivamente presidente e amministratore delegato dell’azienda toscana, che ieri hanno illustrato i risultati raggiunti negli ultimi due anni (dai 242 milioni di ricavi consolidati del 2013 ai 320 milioni di fine 2014, con 30 milioni di Ebitda e oltre 2mila dipendenti), le prospettive di crescita del piano industriale (fatturato a 450 milioni nel 2017) e la strategia di posizionamento sul mercato: «Grazie agli investimenti fatti in Italia e in Serbia, circa 27 milioni nell’ultimo anno, siamo in grado di cogliere le migliori opportunità nel comparto dei pagamenti digitali – spiega il presidente – oltre a offrire, attraverso l’innovazione interna, una gamma di servizi “verticali” a molte categorie professionali».
In questa ottica, sempre ieri, il gruppo Bassilichi ha inaugurato a Milano, proprio di fronte alla stazione Centrale, uno spazio polifunzionale o temporary e-shop multibrand totalmente “no cash”, dove è possibile fare acquisti attraverso le soluzioni e i servizi Bassilichi. «Abbiamo un portafoglio ordini di 1,250 miliardi che ci garantisce per il prossimo futuro – sottolinea l’amministratore delegato – ma guardiamo all’evoluzione del settore e ai cambiamenti in atto nel sistema finanziario e intendiamo giocare al meglio le nostre carte. Dal 2012 abbiamo ridotto la dipendenza operativa con il gruppo Montepaschi dal 70% al 30% , percentuale oggi intorno al 50% perché attraverso Fruendo, la joint costituita da noi al 60% e Accenture al 40%, sono state rilevate le attività di back office di Siena – aggiungono i fratelli Bassilichi, titolari del 23,5% del gruppo -. Ma la sostanza è che abbiamo portato l’azienda al mercato e adesso siamo pronti a valutare operazioni di sistema oppure a restare indipendenti, andando in Borsa con un fondo internazionale o con i partner attuali».
Sullo sfondo c’è il riassetto delle banche popolari e il ruolo di CartaSì. La crescita di Bassilichi avverrà con autofinanziamento e, nel caso di prossime acquisizioni, con l’emissione di un bond aziendale. «Guardiamo con interesse alle startup nei sistemi di pagamento, in Italia e nei Balcani», dice l’amministratore delegato. Che aggiunge: «Fruendo va avanti senza problemi», nonostante la doppia sentenza in merito ai ricorsi di molti ex lavoratori Mps trasferiti a Fruendo (giudizio di primo grado favorevole ai dipendenti da parte del Tribunale di Siena, favorevole invece alla banca per Roma). «Siamo pronti ad assumere altro personale, ma nessuno finora ha chiesto di andarsene», taglia corto Bassilichi. I prossimi mesi saranno decisivi anche su questo fronte.
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