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Barroso: più vigilanza ed eurobond

di Beda Romano

A due settimane dal prossimo vertice europeo del 9 dicembre la Commissione ha presentato ieri un pacchetto di proposte con l'obiettivo di promuovere la crescita dell'economia, migliorare il Governo dell'Unione e garantire la stabilità della zona euro. L'iniziativa delle autorità comunitarie giunge mentre gli ultimi segnali mostrano un pericoloso peggioramento della crisi debitoria.

«Gli obiettivi di questo pacchetto – crescita economica, stabilità finanziaria e disciplina di bilancio – sono legati l'uno all'altro – ha avvertito ieri il presidente della Commissione José Manuel Barroso in una conferenza stampa a Bruxelles -. Ne abbiamo bisogno per uscire dall'emergenza in cui ci troviamo. Senza una governance più forte sarà difficile se non impossibile sostenere la moneta unica».

La Commissione ha presentato ieri le linee-guida di politica economica per i prossimi 12-18 mesi, un libro verde che passa in rassegna le varie opzioni relative alle obbligazioni europee, e infine due proposte di regolamento che devono servire a rafforzare il controllo delle autorità comunitarie sull'andamento dei conti pubblici nazionali. Su quest'ultimo fronte, la Commissione intende compiere passi avanti notevoli.

Sulla base del testo presentato ieri, bilanci nazionali sarebbero oggetto del controllo dell'esecutivo comunitario ex ante ed ex post. Tutti i Paesi dovrebbero presentare le loro finanziarie entro il 15 ottobre. La Commissione potrebbe suggerire eventuali cambiamenti. Se nel corso dell'anno le misure di politica economica dovessero discostarsi dagli obiettivi le autorità comunitarie potrebbero intervenire.

Il commissario agli Affari monetari Olli Rehn ha anche spiegato che le nuove regole dovrebbero dare la possibilità alla Commissione di imporre ai Paesi un aiuto finanziario se necessario. Gli Stati membri a rischio di essere esclusi dall'accesso ai mercati sarebbero oggetto di una sorveglianza particolare. Nel caso il Paese si rifiuti, lo Stato rischierebbe di non ricevere sostegno finanziario.

Il libro verde sugli eurobond elenca le varie possibilità – con una sostituzione totale o parziale dei debiti nazionali e con garanzie degli Stati in solido o pro quota. Tuttavia, come ha spiegato ieri Barroso, non si tratta di mutualizzare i debiti dall'oggi al domani. Le obbligazioni europee devono essere associate a un rafforzamento del controllo comunitario sull'andamento dei disavanzi pubblici.

Le proposte della Commissione sono d'attualità per una serie di motivi. Non solo i Paesi della zona euro hanno preso coscienza che lo sconquasso debitorio necessita di una risposta istituzionale, non solo finanziaria, ma la recessione incombente fa temere un nuovo peggioramento della crisi, tanto che nelle sue linee-guida economiche Barroso ha messo l'accento soprattutto sull'innovazione tecnologica e la formazione giovanile.

Ieri nella sua conferenza stampa il presidente della Commissione è stato costretto a difendersi su almeno due fronti. Prima di tutto ha smentito categoricamente che il libro verde sugli eurobond fosse un attacco alla Germania, anche ieri critica di questa opzione: «L'idea – ha detto Barroso – che questa nostra iniziativa sia rivolta contro un Paese dell'Unione in particolare è sbagliata».

La Commissione poi si è difesa anche dagli attacchi di chi mette in dubbio la legittimità politica da parte di una istituzione tecnica di controllare Paesi sovrani. «Vi sono poteri originali e poteri delegati. I poteri della Commissione derivano dai Paesi. Vi tengo a precisare che le nostre proposte di oggi sono basate su una decisione del consiglio europeo. Non sono iniziative nate dal nulla»

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