Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Barroso: il patto fiscale non si negozia

Nessuna rinegoziazione del fiscal compact, il patto di bilancio che vincola gli Stati dell’Unione europea. Sì ai project bond, la cui approvazione potrebbe arrivare a inizio estate. Il pensiero di José Manuel Barroso, presidente della Commissione di Bruxelles, è riassumibile in queste due parole: rigore e sviluppo.
Barroso, ieri a Firenze alla conferenza sullo Stato dell’Unione organizzata nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio dall’Istituto universitario europeo, ha fatto un discorso molto appassionato e positivo, nel quale ha sottolineato come «dall’inizio della crisi tutte le decisioni prese dalla Ue siano andate nella direzione di una sempre maggiore integrazione e non di un allentamento del legame europeo. Declino e rinascita sono nel Dna del nostro continente – ha sottolineato – solo attraverso un rafforzamento dell’Unione sarà possibile uscire dall’attuale crisi: preso singolarmente, anche il più grande degli Stati europei non avrebbe alcuna possibilità di competere a livello globale».
Di crescita, governance economica e confronto internazionale hanno parlato i commissari agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, e al Mercato e servizi, Michel Barnier. «Il processo di risanamento è in atto e richiederà tempo – ha detto Rehn -. Adesso pensiamo a far funzionare meglio il motore dell’economia e facciamolo in fretta». A giudizio di Barnier, il mercato unico, con 500 milioni di consumatori e 22 milioni d’imprese, è la miglior carta che l’Europa ha per uscire dalle attuali difficoltà. «Serve una regolamentazione delle attività finanziarie, che altrimenti minacciano la stabilità, e occorre puntare sull’industria per ripartire – ha detto – aprendo poi una stagione di confronto con i cittadini sulle riforme».
Anche il presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, ha messo l’accento sul problema delle «mancate riforme», che sarebbe all’origine della crisi, e sulla necessità di completare l’apertura del mercato europeo («può valere 140 miliardi di Pil»). Per il ceo di Enel, Fulvio Conti, «le imprese hanno bisogno di meno regole ma più chiare, solo così potranno trovare la fiducia indispensabile per fare gli investimenti che la crescita richiede». E di «stabilità» ha parlato il direttore generale di Bankitalia, Fabrizio Saccomanni, che punta il dito contro la «speculazione finanziaria che condiziona l’economia» e auspica un «ruolo più attivo della Bce» e un intervento del Fondo monetario per «mettere una sorta di tetto al livello degli spread».
Barroso, che nel giorno della festa dell’Europa aveva parlato in mattinata anche all’Europarlamento, ha detto di sperare che «entro giugno il Consiglio confermi la possibilità di avere i project bond, in modo da mobilitare risorse private per gli investimenti. Adesso ci vuole più coraggio sul fronte dello sviluppo e della giustizia sociale – ha aggiunto -. Crescita e stabilità devono andare di pari passo: da una parte spingiamo sul consolidamento fiscale, dall’altra guardiamo a uno sviluppo sano, non drogato».
Le buone pratiche a cui pensa il presidente della Commissione sono la definitiva apertura del mercato europeo, in settori come i servizi, l’energia e l’informatica, e il rifiuto della tentazione di far da soli. «L’Europa ha mantenuto in questi anni la sua fetta di mercato mondiale e dovrà continuare in questa direzione, puntando a una crescita che sia inclusiva e ambientalmente sostenibile. L’Ue si sta muovendo bene – ha puntualizzato – il problema è che molti politici che a Bruxelles votano in un modo, quando tornano in patria parlano in un altro, scaricando le colpe della crisi sull’Europa».
Il nemico peggiore, per Barroso, «non è l’euroscetticismo, ma il pessimismo degli europeisti. Dobbiamo invece evitare atteggiamenti demagogici e rischi d’integralismo: insieme, con un’integrazione economica sempre più forte e magari pensando all’ipotesi di eleggere direttamente il presidente dell’Unione – ha concluso il leader della Commissione – potremo tutelare gli interessi dei cittadini europei». Ma servono politici in grado di accendere la mente e scaldare i cuori: un po’ come ha fatto ieri Barroso.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Vasto entusiasmo ha suscitato la recente pronunzia della Corte di Giustia Ue, con la conferma del gi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ha scelto la giornata delle donne Mario Draghi per il suo secondo discorso pubblico da presidente de...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le obbligazioni assunte nell’esercizio dell’attività d’impresa o professionale, per «nozione...

Oggi sulla stampa