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Barrese (Intesa Sp): il credito lo facciamo

Stefano Barrese, responsabile della divisione Banca dei territori di Intesa Sanpaolo, promuove i Pir, uno strumento che ha permesso di raccogliere 15 miliardi di euro e di creare liquidità su Aim Italia. «Ci sono tutti gli elementi perché il mercato alternativo, quello non bancario, possa decollare». Le aziende, ha spiegato Barrese, non fanno difficoltà a ottenere un finanziamento, ma direttamente «non lo chiedono. In questo momento, in realtà, il credito lo facciamo».Però resta il clima di incertezza, vero «elemento che oggi può frenare le decisioni di investimento», accanto «agli aspetti burocratici, un problema rimasto costante nel tempo». Barrese ha agigunto che il credito oggi c’è, e a condizioni «come mai nella storia del paese, sia a breve termine sia nel medio-lungo». Attualmente, infatti, esistono strumenti che consentono di fare credito, soprattutto se relativo alla componente legata al finanziamento degli investimenti: «Il fondo centrale di garanzia è funzionale a far sì che il credito possa arrivare a quelle fasce di aziende che hanno condizioni di rating più basse, quindi peggiori rispetto alla media».

Se permane l’aleatorietà sui mercati, il condizionamento dell’impresa è evidente. «Se un’azienda ha delle attese non positive sui mercati dove è presente o addirittura sul mercato interno, prima di fare un investimento che aumenta la produttività, e quindi il fatturato, è frenata, perché il rischio di tenere la produzione in magazzino è un elemento preso in considerazione», ha osservato il banchiere. L’incertezza si può però affrontare con quello che è considerato un tema chiave, l’internazionalizzazione: «Questo è uno degli elementi chiave su cui le aziende e le banche devono supportare il sistema imprenditoriale, perché alla fine, al di là dell’incertezza, bisogna guardare con positività al fatto che il mondo cresce. Le attese per l’anno in corso e l’anno successivo vedono una crescita significativa, superiore al 3%: quindi le opportunità per poter crescere anche come azienda, avendo la possibilità di orientarsi sui mercati internazionali, sono significative». E questo nonostante il rischio di incertezza anche sui mercati internazionali, perché «le aziende esposte all’estero possono riorientare anche la loro produzione in funzione di quei mercati che si mostrano in quel momento più solidi. Oggi l’elemento per rendere resiliente anche la nostra economia è l’apertura al mercato internazionale».

Il punto è però la dipendenza per due terzi dal mercato interno, «che naturalmente va incentivato». A questo proposito Barrese si è detto pronto ad accogliere le iniziative che saranno messe in atto: «Vediamo il decreto che verrà fatto sulla crescita, vediamo nella seconda parte dell’anno se ci saranno impulsi sui consumi interni per le decisioni che sono state prese nella Finanziaria, per cui aspetterei a fare dichiarazioni negative. Di sicuro il mondo cresce, è l’aspetto più importante e che può condizionare anche in positivo».

Infine, il manager di Intesa Sanpaolo ha delineato le caratteristiche dell’impresa vincente: «È quella che investe in innovazione e riesce naturalmente a internazionalizzarsi». Due elementi che «la rendono resiliente rispetto al contesto interno», che resta comunque fondamentale. «Sappiamo che le aziende che hanno questi elementi sono aziende che, a prescindere dal contesto nazionale e internazionale, riescono ad avere importanti tassi di crescita del fatturato».

Oggi l’appuntamento di Milano Capitali è con un convegno dedicato al tema della Finanza 4.0 e delle professioni vincenti.

Carlo Brustia

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