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Barra (Gm): «Non è interesse dei nostri soci allearsi con Fca»

Le nuove avance di Sergio Marchionne non hanno scalfito la decisione di Mary Barra, numero uno di General Motors: «La storia Fca va avanti da un po’» ha detto in una conferenza stampa in occasione del Salone . «Di recente non abbiamo ricevuto alcuna nuova proposta da Sergio Marchionne. Quelle precedenti le avevamo studiate in dettaglio, anche con l’aiuto di consulenti esterni, e ci siamo focalizzati su quelle che potevano essere le decisioni migliori per i soci di Gm. Non pensiamo che le proposte di Marchionne siano nell’interesse dei soci Gm; crediamo sia molto meglio proseguire nel nostro piano». Rispondendo poi indirettamente alle accuse del manager Fca, ha aggiunto: «Crediamo di essere dei buoni gestori del capitale: se guardiamo al ritorno sul capitale che pubblichiamo ogni trimestre, siamo ai vertici del settore». Un faccia a faccia qui a Francoforte non sarà possibile, salvo sorprese dell’ultima ora: Marchionne è infatti rimasto negli Usa per i negoziati con il sindacato Uaw, che ha deciso di “prendere di mira” proprio Fca per il rinnovo del contratto. Ma la manager americana è sembrata chiudere a qualsiasi possibilità di dialogo.

E se a quel punto, ha chiesto un giornalista, Marchionne dovesse proseguire sulla sua strada e lanciare magari un’Opa ostile, che difese avete voi di Gm? «In primo luogo – ha risposto Barra – abbiamo una relazione molto solida con alcuni dei nostri stakeholder chiave». Il primo cui la manager pensa è sicuramente il sindacato Uaw, che è peraltro anche il maggiore azionista di Gm con una quota (tramite il fondo Veba) vicina al 9% del capitale. La chiusura del nuovo contratto, che scadeva alla mezzanotte di ieri ma che potrebbe richiedere ancora qualche giorno, dovrebbe sgomberare il campo da un elemento di incertezza, anche per quanto riguarda il livello relativo dei costi delle due aziende (Gm spende attualmente per la manodopera 10 dollari all’ora più di Fca) e permettere ai leader sindacali di valutare meglio l’impatto di un’eventuale avvicinamento tra i due big. Barra ha citato «altri problemi, a partire da quelli con l’antitrust». Ma il punto fondamentale per Mary Barra è quello espresso all’inizio: «Abbiamo guardato alle proposte con molta, molta attenzione, e non sono nel migliore interesse dei nostri azionisti. È un messaggio molto forte, e credo che i nostri soci lo capiscano». Il messaggio che cerca di trasmettere Barra è che comunque il management gode della fiducia dei soci, a partire da quello più importante; toccherà eventualmente a Marchionne cercare di smontare questa tesi. E in serata sull’argomento è intervenuto il premier Matteo Renzi: «Spero che Fca si compri o faccia l’accordo con Gm, anche se è molto difficile» ha detto intervenendo al programma «Otto e mezzo». 

Ieri Barra ha aggiunto, sempre in relazione ad eventuali cooperazioni, un discorso più generale: «Il settore cambierà più nei prossimi 5 anni che negli ultimi 50, e noi vogliamo investire nelle tecnologie che ci permetteranno di restare al vertice». Meglio concentrarsi su questo, dunque, che lanciarsi in avventure che in passato hanno prodotto più problemi che successi; il riferimento al fatto che «di Gm-Fca si parla da tempo» potrebbe anche coprire i precedenti del colosso Usa con Fiat…
Mary Barra ha esordito ieri parlando di Cina – un mercato su cui Gm è forte ma che sta attraversando un periodo difficile. «Potremmo anche avere un anno senza crescita – ha detto – ma tra dieci anni le previsioni sono per un aumento di oltre 10 milioni di unità»; l’altro punto dolente, per Gm e non solo, è il Brasile, dove Barra è stata la settimana scorsa e dove – ha ricordato – «i cali del mercato possono esser rapidi ma le riprese altrettanto». E l’Europa? Karl-Thomas Neumann, numero uno di Opel, ha assicurato che «nel 2016 raggiungeremo il pareggio, anche se non sarà facile». Opel presenta qui la nuova Astra, un modello chiave in un segmento «in calo, ma ancora molto grande».
Qui a Francoforte i maggiori costruttori si presentano con il pieno di profitti, ma all’orizzonte della congiuntura ci sono più nubi che sereno: l’Europa cresce finalmente, il mercato americano è tornato ai livelli record pre-crisi ma l’eventuale rialzo dei tassi rischia di accelerare l’inevitabile inversione del ciclo; quanto ai cosiddetti emergenti, Russia e Brasile sono in caduta libera (-36% e -20% quest’anno, rispettivamente) e la Cina ha segnato quest’anno alcuni mesi di calo delle vendite – un evento senza precedenti. Secondo la società di consulenza Lmc Automotive, le vendite di automobili a livello mondiale cresceranno quest’anno dello 0,6% a 88 milioni di unità; gli analisti di Exane Bnp Paribas prevedono un calo a partire dal 2017. A partire da oggi al Salone, però, i costruttori guarderanno però al bicchiere mezzo pieno e punteranno a battere la concorrenza con i nuovi modelli.

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