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Barometro del Ftse Italia orientato verso il sereno

L’Ocse, nel suo “Interim assessment”, ha rivisto le previsioni per il 2013 annunciando dati positivi per tutti i Paesi tranne l’Italia. Nonostante l’impietosità delle cifre attuali, la situazione dovrebbe però migliorare progressivamente nel corso di quest’anno. Restano tuttavia alcune importanti criticità che potrebbero vanificare le previsioni, prima di tutto il rischio politico interno legato all’instabilità del Governo, ma anche il rischio eurozona (secondo l’Ocse resta vulnerabile a rinnovate tensioni finanziarie, bancarie e sul debito sovrano) e il problema della disoccupazione, ancora elevata in molte economie avanzate.
I numeri dell’Ocse per l’Italia sono peggiori rispetto a quelli che il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, a margine del G20 di Mosca, aveva ipotizzato. Secondo Visco, il ritorno a un valore positivo per la crescita del Pil era già in vista per il quarto trimestre 2013 e i motivi per avvalorare questa ipotesi non mancano, specificando però che questo sarà più vero per le imprese italiane che vendono all’estero e meno per quelle che lavorano sul mercato interno.
Da tutto ciò gli investitori dovrebbero ricavare due linee guida: la prima, che il timing di intervento sull’acquisto di strumenti finanziari collegati al mercato azionario domestico è adesso; la seconda, che i settori da privilegiare restano quelli del lusso e dell’auto/meccanica.
Dall’osservazione del grafico a elementi settimanali del Ftse All Share si ricavano conferme sul proseguimento della fase rialzista intrapresa dall’indice dai minimi di giugno a 15.886 punti. I prezzi hanno infatti superato nel mese di luglio le medie mobili a 20, 50 e 100 settimane, utilizzate rispettivamente per sintetizzare lo stato della tendenza di breve, medio e lungo periodo. Il fatto che le quotazioni siano attualmente al di sopra di tutti e tre questi indicatori significa che è possibile fornire un’indicazione di massima positiva per la tendenza nelle sue tre diverse declinazioni temporali.
Nel caso del Ftse All Share l’operatività favorita attualmente è quella di acquisto, con ulteriori segnali in questa direzione provenienti dal superamento del picco di fine gennaio a 18.942 punti. Superata quella resistenza, il primo target si sposterebbe a 20.500 punti circa, lato alto del canale crescente disegnato dai minimi di luglio 2012. La violazione di area 18.000 sarebbe invece un primo campanello d’allarme per la tenuta del quadro rialzista, sotto i 17.670 punti diverrebbe poi probabile una discesa sulla base del citato canale rialzista, a 16.500 circa.
Valutazioni tecniche positive si possono fare anche per i settori Ftse Italia Moda Prodotti per la Casa e per la Persona e Ftse Italia Automobili e Componentistica: il primo è composto da venti titoli, i più rappresentativi dei quali sono Brunello Cucinelli, Geox, Luxottica, Sàfilo e Salvatore Ferragamo; il secondo è rappresentato da nove titoli, tra i quali Brembo, Landi Renzo, Piaggio e Pirelli & C. Entrambi i comparti viaggiano ben al di sopra delle medie mobili a 20, 50 e 100 settimane.
E le banche? Le problematiche della sottocapitalizzazione e dei prestiti incagliati non vanno sottovalutati, ma è anche vero che difficilmente l’indice generale di Borsa potrà crescere senza una ripresa del comparto banche, che ne rappresenta una porzione rilevante. Il Ftse Italia Banche evidenzia un trend laterale ormai da molti mesi, dopo aver toccato un massimo a gennaio a 11.633 punti, tuttavia anche in questo caso le medie mobili di breve, medio e lungo periodo sono state tagliate al rialzo, a fine luglio, con la 20 settimane che funziona da supporto a 9.870 circa. Sotto quest’area segnali negativi per il comparto e, con buona probabilità, per Piazza Affari nel suo insieme.

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