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Barnier: indici più trasparenti

La Commissione europea presenterà stamani un nuovo pacchetto legislativo con l’obiettivo questa volta di regolamentare il delicato settore degli indici finanziari. L’iniziativa giunge sulla scia degli scandali che hanno visto alcune delle principali banche del mondo manipolare indici quali il Libor e l’Euribor. Con la crescita dei mercati finanziari negli anni ’90, gli indici sono diventati strumenti finanziari che muovono ogni giorno miliardi di euro.
«Questo testo è molto importante – ha spiegato il commissario al mercato interno Michel Barnier a un gruppo di sei giornali europei, tra cui Il Sole 24 Ore -. La manipolazione degli indici ha conseguenze considerevoli sulla vita delle persone, tenuto conto del fatto che molti prestiti immobiliari sono legati a questi indici. È interessante notare che scoppiata la crisi cinque anni fa nessuno si era interrogato sull’eventuale ruolo di questi strumenti finanziari nello sconquasso finanziario».
Nel giugno 2012, Barclays è stata condannata a pagare un’ammenda di 290 milioni di sterline per avere manipolato il Libor (London Interbank Lending Rate). Lo scandalo ha portato alle dimissioni del presidente della banca inglese, Bob Diamond. In gennaio, la stessa Deutsche Bank ha ammesso che potrebbe essere oggetto di ricorsi giudiziari in questa vicenda. Si calcola che esistano nel mondo circa 250mila indici finanziari. Il settore ha un giro d’affari di due miliardi di euro all’anno.
Il progetto di regolamento che Barnier presenterà oggi qui a Bruxelles prevede che tutti gli indici, anche quelli legati alle materie prime o ai derivati valutari, vengano sottoposti a chiare metodologie e alla vigilanza delle autorità nazionali del paese in cui ha sede il gestore dell’indice. Finora questi strumenti finanziari erano privi di quasi di vigilanza. Circa 2,5 milioni di famiglie italiane hanno mutui legati all’Euribor, la cui manipolazione, secondo la Commissione, è costata loro circa tre miliardi di euro.
In un contesto di progressivo accentramento della sorveglianza finanziaria in Europa, a cominciare dalla vigilanza bancaria che passerà alla Banca centrale europea, il ruolo delle autorità nazionali è stato in questo caso (sorprendentemente) privilegiato. «Abbiamo scelto questa soluzione – ha precisato l’uomo politico francese – perché le autorità nazionali sono quelle più vicine al gestore dell’indice. La mia preoccupazione è che il sistema funzioni al meglio e che la proposta venga adottata rapidamente».
Alla vigilanza degli indici “sistemici” contribuirà anche l’Esma, l’organismo di vigilanza europeo dei mercati, che avrà il compito di effettuare nel caso di diverbio una mediazione vincolante. Per quanto riguarda la metodologia, il pacchetto legislativo prevede che il gestore dell’indice utilizzi per quanto possibile dati reali, piuttosto che previsioni finanziarie. Secondo Barnier, i volumi di mercato degli indici sono di mille miliardi di euro, di cui 500-600 miliardi sul Libor e l’Euribor.
In generale, l’obiettivo della Commissione è di imporre maggiore trasparenza in modo da evitare conflitti d’interesse. In passato, la manipolazione di alcuni indici finanziari è stata facilitata dal fatto che gli istituti di credito a utilizzare lo strumento finanziario erano gli stessi a contribuire i dati necessari per creare l’indice. «La legge si applica anche ai traders che trasmettono i dati, e non solo al gestore dell’indice», ha aggiunto Barnier.
Il progetto di regolamento, che dovrà passare ora al vaglio del Consiglio e del Parlamento, è direttamente collegato a due progetti di legge che la Commissione ha presentato nei mesi scorsi. Il primo, approvato dai deputati europei la settimana scorsa a Strasburgo, prevede regole contro gli abusi di mercato, tra cui la manipolazione degli indici. Il secondo, ancora in discussione in Parlamento, stabilisce sanzioni penali per gli investitori colpevoli di abusi di mercato.

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