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Barilla: “Su Rcs sto con Della Valle” E Elkann rettifica: “Un malinteso”

MILANO — Rcs continua a far discutere i suoi soci: anche dopo l’aumento da 400 milioni e la disdetta del patto di sindacato restano troppi, riottosi e di ostacolo a una gestione complicata. Solo ieri si sono succeduti l’endorsement di Guido Barilla a favore di Diego Della Valle nella disputa con John Elkann, le precisazioni del presidente di Fiat e le dimissioni di Carlo Pesenti, che dopo 14 anni ha lasciato il cda dell’editore criticando «la mancanza di coesione, in consiglio e tra azionisti, nonché alcune scelte industriali e strategiche non pienamente condivise». Cresce il rumore di fondo di un gruppo che da settembre, quando non fu rinnovato il patto parasociale, ha però allentato gli snodi di coordinamento tra soci, consiglieri e management.
Sabato l’erede degli Agnelli (Fiat ha il 20,55% in Rcs) e l’imprenditore di Tod’s avevano inscenato un nuovo uno-due polemico. «Il lavoro c’è, sono i giovani che non sono determinati a cercarlo e non hanno stimoli», aveva detto Elkann, presto bollato da Della Valle come «imbecille». «Sono rammaricato che un messaggio di incoraggiamento alla fine sia stato interpretato come segnale di mancanza di fiducia nei giovani — ha scritto Elkann sul sito della Fondazione Agnelli — . Il tema dei giovani e del lavoro è troppo importante per farne occasione di polemiche demagogiche o strumentalizzazioni». Ma il presidente della Barilla, che socio non è, ha sentito il bisogno di schierarsi: «Penso che quello di Della Valle con la sua azienda in Italia sia un percorso straordinario che vede ogni giorno impegno e sottoscrizione all’impegno. Io sto più dalla parte di Della Valle, perché noi siamo come lui in realtà». Barilla ha aggiunto: «Fiat ha avuto molto dal nostro Paese, Confindustria è stato lo strumento della Fiat, quando non è più servita l’ha mollata».
Nelle more Rcs ha ufficializzato che Pesenti dal 14 febbraio e con decorrenza immediata s’è dimesso da amministratore non esecutivo. «La decisione è dovuta ai numerosi e crescenti impegni nel gruppo Italmobiliare», ma l’imprenditore cita «anche la mancanza di coesione in cda e tra azionisti rispetto all’attività della società, nonché alcune scelte industriali e strategiche non appieno condivise ». Da tempo Pesenti — che ha dimezzato lo storico 7,5% in Rcs aderendo per metà alla ricapitalizzazione — era defilato, e dava segnali di scarso gradimento al nuovo corso impresso dal maggior socio Fiat con l’ad Pietro Scott Jovane. In particolare non gli sarebbero piaciute l’integrazione tra Rcs e Publikompass (concessionario della pubblicità de La Stampa) e l’acquisizione giorni fa del 51% di Hotelyo, sito di prenotazioni alberghiere da Bravofly Rumbo, che dall’estate scorsa ha per socia, con una quota frazionale, la finanziaria Lamse di fratelli Andrea e Anna Agnelli. L’operazione non è stata portata nel cda Rcs: ma la società fa sapere che ciò si deve alla taglia minima che rende quell’acquisizione non price sensitive, e che i cugini di John Elkann non sono parti correlate di Rcs. Tuttavia Consob avrebbe acceso un faro per appurare se l’operazione non rientri nei principi Ias 24, che impongono procedure e trasparenza speciali per le operazioni in conflitto. Come quelle in cui «la parte è uno stretto familiare» di un azionista.

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