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Barclays, faro sulle banche «amiche»

Dopo lo scandalo anche la bocciatura delle agenzie di rating: ieri sia Moody’s che Standard & Poor’s hanno ridotto l’outlook di Barclays da stabile a negativo, minacciando di ridurre il credit rating della banca britannica perché senza un capitano al timone la strategia è poco chiara e il futuro incerto.

Le dimissioni dell’amministratore delegato Bob Diamond e del chief operating officer Jerry del Missier hanno creato un pericoloso vuoto al vertice, secondo le agenzie, anche se il presidente dimissionario Marcus Agius ha accettato di restare come executive chairman fino alla nomina di un nuovo Ceo. L’esito finale dello scandalo sul fixing del tasso interbancario Libor «potrebbe essere positivo sul lungo termine – secondo Moody’s – ma l’incertezza legata a un cambiamento di direzione è negativa sul breve termine». Il peso dello scandalo e possibili pressioni politiche potrebbero costringere la corazzata Barclays a cambiare direzione e modificare il modello di business basato sull’investment banking. Secondo S&P le rivelazioni su certe discutibili «pratiche» hanno danneggiato le prospettive della banca. Fitch invece ha detto che non intende modificare il rating perché è troppo presto per giudicare le strategie future di Barclays. S&P ha sottolineato che molto dipende da chi sarà nominato al posto di Diamond: «Vediamo il potenziale di un nuovo Ceo che potrebbe rivedere tutte le attività di Barclays, soprattutto se è una persona che viene dall’esterno». Secondo Moody’s, peró, sarà difficile trovare un candidato «che non solo capisca a fondo l’investment banking per gestire Barclays, ma abbia anche l’abilità e la credibilità per affrontare e gestire le debolezze rivelate dalla questione Libor». Barclays ha ammesso il proprio ruolo nel fixing del Libor e ha pagato una multa di 452 milioni di dollari per chiudere la vicenda che riguarda gli anni tra il 2005 e il 2009. Nella sua deposizione alla commissione Tesoro del Parlamento inglese, mercoledí Diamond si è detto «dispiaciuto, deluso e arrabbiato» per il comportamento «riprovevole» dei trader al centro della vicenda, ma ha anche ribadito che Barclays si trova nel mirino proprio perché ha collaborato con le autoritá per fare luce sullo scandalo. Secondo il Ceo uscente, è ora che i riflettori vengano puntati su altre banche altrettanto colpevoli e sicuramente nelle prossime settimane ci saranno nuove rivelazioni sul ruolo giocato dai trader di altri istituti. Resta però il fatto che l’inchiesta delle autorità britanniche e Usa ha rivelato il ruolo da protagonista dei trader di Barclays nel manipolare non solo il Libor ma anche l’Euribor «in numerose occasioni e a volte quotidianamente per un periodo di 4 anni».

Secondo la Commodity Futures Trading Commission americana «i trader di Barclays hanno chiesto l’assistenza di altre banche nel manipolare l’Euribor», coordinando le strategie per influenzare il risultato finale a proprio vantaggio. Il Parlamento britannico, intanto, ha approvato ieri – per 328 voti contro 239 – la proposta del Governo di avviare un’inchiesta parlamentare sullo scandalo Libor in tempi rapidi. L’opposizione laburista aveva invece chiesto un’indagine giudiziaria che non si occupasse solo del caso del fixing del tasso interbancario ma piú in generale del modus operandi delle banche britanniche.

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