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Banzai apripista delle quotazioni 2015

Dopo il maxi programma di acquisto di titoli annunciato dalla Bce, insieme con il mercato azionario, ripartono anche le quotazioni in Borsa (Ipo). A rompere gli indugi è Banzai, gruppo attivo nel commercio e nell’editoria online fondato da Paolo Ainio, pioniere del web e già creatore del portale Virgilio, poi venduto a peso d’oro, a fine anni ’90, alla Seat Pagine Gialle capitanata da Lorenzo Pellicioli. Proprio ieri, per chiudersi l’11 febbraio, è partita l’offerta, rivolta al solo pubblico istituzionale, delle azioni della società, che conta di sbarcare il 16 febbraio sul Mercato telematico azionario (Mta) di Milano. L’operazione riguarda fino a 16 milioni di titoli, metà in arrivo da un aumento di capitale (forma di collocamento prioritaria) e l’altra metà messa in vendita da alcuni soci, per un ricavato totale stimato tra i 120 e i 151 milioni, contando anche l’opzione cosiddetta greenshoe , che consente di aumentare i titoli in palio a seconda di come va l’offerta. Di questo denaro, nelle casse di Banzai, che ha tra i principali portali e-Price e Giallo Zafferano, entrerà circa la metà. E di questo ammontare, ha spiegato il presidente e amministratore delegato Ainio, «il 50% circa servirà a spingere la crescita, un 20-25% per migliorare il servizio ai clienti e un altro 20-25% sarà dedicato alla tecnologia e all’espansione del nostro centro di Caleppio. Non stiamo raccogliendo denaro per fare grandi acquisizioni».
E’ lo stesso Ainio a guidare l’azionariato di Banzai, al 27,17%, seguito, al 26,41%, da Arepo Bz, che fa capo al private equity Sator di Matteo Arpe (lo stesso fondo che controlla Banca Profilo, che ha organizzato l’Ipo con Jefferies), mentre Vis Value di Pietro Boroli e Micheli Associati hanno poco più del 5% a testa. Chi più chi meno, ciascuno di questi soci venderà azioni, ma lo farà soprattutto Arepo, che, in caso di integrale sottoscrizione del collocamento, scenderà al 12,92%, mentre Ainio, che si è impegnato a mantenere in portafoglio i titoli per un anno, si porterà al 21,45 per cento. Tra i soci che sfrutteranno l’Ipo per cedere azioni – in questo caso un piccolo pacchetto da poco più di 130mila pezzi – spunta anche l’attuale presidente di Gtech Pellicioli. Il ricavato del collocamento è modulato su una valorizzazione della società tra 220 e 277 milioni, cifre che corrispondono a un intervallo di prezzo tra 6,75 e 8,50 euro per azione. Nei nove mesi al 30 settembre, Banzai ha realizzato 120,27 milioni di ricavi, con un risultato operativo negativo per 2,76 milioni e una perdita di 2,62 milioni, a fronte di un indebitamento finanziario di 5,24 milioni. La società, avverte il prospetto informativo dell’Ipo, nella sua storia, «non ha generato utili né flussi di cassa netti positivi in quanto è impegnata, sin dalla costituzione, nello sviluppo della propria piattaforma e delle attività operative». L’ad Ainio ha aggiunto che Banzai «ancora per un po’ di tempo non farà utili, ma, se manteniamo i livelli attuali, negli anni sicuramente decuplichiamo ». L’aspettativa è che in Italia l’e-commerce recuperi terreno colmando la lacuna con gli altri paesi prima del previsto. Ora la parola passa agli investitori istituzionali e, dal 16 febbraio, ai piccoli soci. Si vedrà se, parafrasando un vecchio programma tv, se la sentiranno di dire «Banzai».
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