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Bankitalia: spesa a freno per ridurre il peso del fisco

Gli interventi contenuti nel disegno di legge di stabilità «modificano la composizione delle entrate, senza incidere in misura rilevante sul loro livello complessivo» e la «riduzione del cuneo fiscale sul lavoro è di dimensioni modeste», anche perché oggi «i margini di azione sono limitati».
Tuttavia, ha rilevato ieri il vice direttore generale della Banca d’Italia Luigi Federico Signorini ascoltato in audizione al Senato, la strada per recuperare questo spazi per l’azione della politica economica passa per il puntuale rispetto delle regole di bilancio. Non ci sono altre vie: occorre passare per un’azione stabile e coerente per il consolidamento della finanza pubblica e per il miglioramento delle condizioni dell’economia. Così per l’anno in corso, ha rimarcato l’esponente di Bankitalia, «l’andamento del fabbisogno negli ultimi mesi, in aumento rispetto al 2012 (59,7 miliardi nei primi otto mesi dell’anno, circa 9 miliardi in più dell’anno precedente, ndr), segnala che il rispetto della soglia del 3% del Pil richiede un controllo stringente delle spese nei mesi finali dell’anno». E quanto alle previsioni-obiettivo formulate dal Governo per gli anni successivi la Banca d’Italia rimarca che le stime a medio termine sono basate anche sull’ipotesi di una «significativa discesa del differenziale di rendimento tra i titoli di Stato e quelli tedeschi, che passerebbe, sulla scadenza decennale, dagli attuali 245 punti base a 150 nel 2015 e a 100 nel 2016-17».
Ma «attualmente le previsioni dei mercati sono meno favorevoli» e la dinamica futura dei rendimenti dei titoli di Stato risente di molti elementi di incertezza (i mercati, l’evoluzione dell’assetto istituzionale europeo, il quadro interno italiano). «Secondo le nostre valutazioni – ha spiegato il dirigente di via Nazionale – la riduzione dello spread ipotizzata contribuirebbe a una maggior crescita di circa 3-4 decimi di punto l’anno». Ma affinché questa riduzione dei tassi si realizzi «è indispensabile perseguire gli obiettivi indicati in modo rigoroso, attuando gli interventi normativi senza ritardo e prevedendo, per il caso in cui fossero meno favorevoli di quelli ipotizzati, azioni compensative» ha spiegato Signorini. Insomma, il rispetto delle compatibilità è essenziale per ottenere una riduzione del costo del debito.
Nel merito dell’intervento di bilancio Bankitalia, come del resto hanno fatto altri centri di ricerca, valuta positivamente la scelta di ridurre il cuneo fiscale e di potenziare l’Ace, ma quantifica anche l’esiguità degli sgravi: «Nel caso di una retribuzione lorda pari a quella media di contabilità nazionale (circa 29 mila euro) nel 2014 si determina un risparmio di poco meno di 100 euro». Quanto ai datori di lavoro «nel complesso il cuneo gravante sul datore di lavoro dovrebbe scendere dal 26,3 al 25,9% del costo del lavoro. Qualora il datore di lavoro aumentasse la base occupazionale, il cuneo fiscale relativo al nuovo lavoratore sarebbe pari al 24,7%».
Un disco verde viene poi accordato all’alleggerimento degli oneri fiscali sulla prima casa, in particolare alla scelta di attribuire alla responsabilità dei governi locali la tassazione immobiliare. «Il disegno dell’intervento è suscettibile di miglioramenti per taluni aspetti» ha comunque osservato Signorini. Per esempio, «nel caso della Tasi – ha osservato – non sono previste detrazioni nella struttura di base dell’imposta, ma viene data facoltà ai Comuni di applicare riduzioni che tengano conto della capacità contributiva familiare; questo potrebbe creare significative differenze di trattamento sul territorio nazionale».
Il dirigente Bankitalia ha poi sottolineato che per il 2015 il 2016 gran parte della copertura degli sgravi è demandata a un decreto del presidente del Consiglio che potrà variare le aliquote d’imposta e ridurre i regimi di favore fiscale: «Darebbe maggiore certezza al quadro programmatico la definizione di una clausola di salvaguardia che intervenga in modo automatico» ha affermato Signorini. «Ma per scongiurare ulteriori aumenti del carico fiscale – ha poi aggiunto – non vi è alternativa a un’azione più intensa per il contenimento della spesa corrente» e ha ricordato la decisione di rafforzare il campo d’azione e i poteri del commissario per la spending review, Carlo Cottarelli. Signorini ha infine sollecitato «un’ulteriore accelerazione» nel pagamento dei debiti arretrati della Pa, ricordando che entro la fine dell’anno dovranno essere erogati 27,2 miliardi ma al 24 settembre sono stati messi a disposizione 18 miliardi e pagati 11 miliardi».

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