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Bankitalia: sono oltre 90 miliardi i crediti delle imprese con lo Stato

ROMA — Ammontano a 90 miliardi, il 5,8% del Pil, i debiti della Pubblica Amministrazione nei confronti delle imprese: la nuova stima al rialzo della Banca d’Italia soddisfa Confindustria («fa piacere che pian piano arrivino sulle nostre tesi», ha commentato il presidente Giorgio Squinzi) e rende ancora più urgente il decreto che il governo intende presentare al più presto per avviare la restituzione dei primi 40 miliardi. Si tratta di un’operazione «straordinaria» che farà «ripartire più rapidamente la domanda interna già da metà dell’anno in corso», ha detto il ministro dell’Economia Vittorio Grilli alla Commissione speciale di Camera e Senato. Finora si era parlato di 71 miliardi.
I primi 40 miliardi saranno così suddivisi: agli enti locali andranno 12 miliardi nel 2013 e 7 nel 2014, alla sanità 5 miliardi quest’anno e 9 il prossimo e allo Stato 7 miliardi in due anni. Con l’impegno di «ulteriori tranche che possano ampliare i 40 miliardi », ha assicurato Grilli, precisando che «l’operazione non è senza costi: nel 2013 ci sarà un aumento di 400 milioni» per gli interessi sul debito. Inoltre, ricorda il direttore centrale della Banca d’Italia Daniele Franco, con quest’operazione il deficit arriverà al 2,9%, entrando così in una «zona a rischio, estremamente vicino al 3%». Anche l’Istat parla di «elemento di preoccupazione», ma Grilli assicura: il limite del 3% «è invalicabile», e l’eccezione concessa dalla Ue sarà rigidamente circoscritta. E comunque ne sarà valsa la pena: grazie ai pagamenti il Pil nel 2013 scenderà “solo” dell’1,3% (con un effetto positivo dello 0,2%) e si attesterà nel 2013 all’1,3% (con un effetto positivo dello 0,7%). Le stime del governo potrebbero essere eccessivamente ottimiste, avverte però il presidente dell’Istat Enrico Giovannini: «La contrazione del Pil potrebbe essere maggiore di quanto previsto, con la ripresa confinata all’ultimo trimestre dell’anno o rinviata al primo scorcio del 2014». Mentre Bankitalia rileva che nel 2014 la crescita potrebbe essere inferiore di circa mezzo punto percentuale rispetto alle previsioni. Anche perché, annuncia l’Ocse, il Pil registrerà una flessione dell’1,6% nel primo trimestre del 2013, per poi calare di un altro 1% nel secondo trimestre, il dato peggiore dell’area G7. Il clima di forte sfiducia ha avuto come effetto anche la fuga degli italiani dagli investimenti finanziari: dall’aprile 2010 al settembre 2012 sono 715,8 i miliardi disinvestiti dalla clientela retail, si tratta di un crollo del 36%, attesta la Consob.
Anche per questo, osserva Daniele Franco, «nell’attuale fase ciclica il provvedimento potrebbe essere più efficace» rispetto a una fase “normale”. Tanto che ieri si è sanata la polemica tra governo e Movimento 5 Stelle, scattata giorni fa, all’annuncio che i pagamenti sarebbero andati an-
che a favore delle banche, decisione che i grillini avevano definito «una porcata di fine legislatura ». Il ministro ha precisato che si darà liquidità prima alle imprese e poi alle banche, anche se «il principio che le banche non vadano pagate è pericoloso, perché così la potenzialità delle imprese di essere finanziate dalle banche stesse sparisce».

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