Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Bankitalia sceglie Signorini come nuovo direttore generale

È Luigi Federico Signorini il nuovo Direttore generale della Banca d’Italia e presidente dell’Ivass, l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni. La nomina è stata decisa ieri dal Consiglio superiore, riunito in seduta straordinaria, che ha accolto la proposta del Governatore, Ignazio Visco. Non è stata ancora presa una decisione, invece, per il nuovo vice Direttore generale che dovrà entrare nel Direttorio a seguito dell’uscita dell’ex Dg, Daniele Franco, chiamato dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, alla guida del ministero dell’Economia.

Signorini, fiorentino, 66 anni il prossimo ottobre, era entrato nel Direttorio nel 2013 ed è stato confermato per un secondo mandato nel maggio del 2019; passaggio che ancora tutti ricordano per le forti ostilità sollevate dal Movimento 5 Stelle che chiedeva una discontinuità nella governance di Bankitalia. L’incarico di Franco è durato poco più di un anno: a pochi mesi dal suo rientro in Banca dopo i sei anni alla guida della Ragioneria generale dello Stato il 1° gennaio 2020 aveva sostituito Fabio Panetta, a sua volta Dg da pochi mesi, quando venne nominato nel Consiglio esecutivo della Bce. Nell’anno dell’emergenza sanitaria Franco ha gestito soluzioni senza precedenti a Palazzo Koch, come il ricorso allo smart working per la quasi totalità del personale nei mesi del lockdown, un’eredità che ora passa a Signorini, la cui nomina, come prevede lo Statuto, deve ora essere approvata con decreto del Presidente della Repubblica, promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri di concerto con il ministro dell’Economia , sentito il Consiglio dei ministri.

Signorini è attualmente membro del Comitato di Basilea e del Board of Supervisore dell’Eba, con un ruolo di coordinamento della vigilanza bancaria. Economista , dopo la laurea a Firenze nel 1979 e il dottorato ad Harvard, frequentato con una borsa di studio proprio della banca centrale, viene assunto in Bankitalia nel 1982, nel Servizio Studi. È negli anni giovanili fiorentini che, da assistente di economia internazionale alla prestigiosa facoltà di Scienze politiche “Cesare Alfieri”, incontra Mario Draghi, a quell’epoca professore e già in forte ascesa nelle istituzioni tanto da prendere la via della Banca Mondiale. L’ambiente della “Alfieri” è una fucina molto vivace di idee progressiste, l’aria che si respira al dipartimento di economia – guidato da Giangiacomo Nardozzi, che ha ospitato tra l’altro Pierluigi Ciocca – è quella di una sinistra liberale e riformista, dove si innestano due giovani economisti in arrivo dalle specializzazioni Usa, Draghi appunto, ed Ezio Tarantelli, mentre sul lato storico-politico della facoltà è preponderante l’eredità di Giovanni Spadolini. Le strade tra il professore andato a Washington e l’assistente si separano e Signorini percorre la carriera a Roma dentro il grande Servizio studi, soprattutto nell’area statistica – salvo una breve parentesi come ghostwriter e consulente del premier Lamberto Dini, un altro fiorentino che era stato direttore generale di Bankitalia prima di passare a incarichi politici. In seguito sarà anche a capo della Vigilanza. L’incarico di Signorini ha una durata di sei anni ed è rinnovabile uno sola volta: quando terminerà il mandato del Governatore Visco, nel novembre del 2023, avrà ancora quattro anni di mandato da assolvere .

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ai tempi delle grandi manifestazioni contro la stretta cinese, le file degli studenti di Hong Kong a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’ingresso nel tempio della finanza tradizionale pompa benzina nel motore del Bitcoin. Lo sbarco s...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’Internet super-veloce e la fibra ottica sono un diritto fondamentale, costituzionale, che va ass...

Oggi sulla stampa