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Bankitalia rivede le cartolarizzazioni

Bankitalia rivede la disciplina prudenziale delle operazioni di cartolarizzazione. Con un aggiornamento della normativa attuale, Via Nazionale ha recepito tre direttive europee e le indicazioni in materia fissare dal Cebs (il Comitato europeo dei supervisori bancari).

Vengono in primo luogo introdotti criteri armonizzati per il riconoscimento delle operazioni di cartolarizzazione a fini prudenziali e si conferma che la verifica sul significativo trasferimento del rischio deve essere effettuata solo al momento della realizzazione dell'operazione e non “nel continuo”. Le banche, stabilisce la circolare Bankitalia, dovranno valutare in base ai nuovi criteri anche le operazioni in essere al 31.12.2010. In secondo luogo, viene previsto un trattamento prudenziale più rigoroso per le linee di liquidità aperte a supporto delle operazioni ;

Ma nella nuova normativa sono definite anche regole per allineare gli interessi dei soggetti che realizzano operazioni di cartolarizzazione con quelli di coloro che investono nelle securitizations, in modo da ridurre i rischi legati a una pratica non prudente del modello di business “originate to distribute”.

Come? Ad esempio, si stabilisce che le banche non possono assumere posizioni verso cartolarizzazioni nell'ambito delle quali il cedente o il promotore non abbiano reso noto di mantenere una quota di rischio (la cosiddetta retention); inoltre, la circolare Bankitalia dice che nel caso di una banca italiana che faccia parte di un gruppo al cui vertice si trovi una banca UE, l'obbligo di retention può essere assolto anche da una componente estera del gruppo;

Infine, in materia di ri-cartolarizzazioni – operazioni salite agli onori delle cronache nell'ultima crisi finanziaria – è stato seguito un approccio più prudenziale rispetto al testo delle linee guida del CEBS.

Le nuove norme prevedono inoltre obblighi di natura organizzativa (è prevista una due diligence) per incentivare l' adeguata valutazione del profilo di rischio degli investimenti effettuati e da effettuare.

A conferma dell'impostazione del documento di consultazione con l'industria bancaria Bankitalia non ha introdotto, come invece previsto dalle linee guida CEBS, un trattamento differenziato tra intermediari che “investono” in operazioni di cartolarizzazione e intermediari che “assumono” rischio di credito verso le stesse, per via della difficoltà di distinguere le situazioni soggettive in termini di rischio effettivamente acquisito.

Però, per tenere in qualche modo conto della differenza dei ruoli, è stato in ogni caso previsto un regime differenziato per le banche che assumono unicamente il ruolo di controparti di contratti derivati finanziari (ad esempio contratti di interest rate swap), per le quali la due diligence da effettuare sulle posizioni detenute verso la cartolarizzazione può limitarsi, a certe condizioni, all'andamento delle posizioni detenute e alla valutazione delle caratteristiche strutturali dell'operazione.

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