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Bankitalia: ripresa in arrivo, segnali positivi dai BTp

«Sono emersi i primi segnali favorevoli» negli ultimi mesi e c’è «la possibilità di un’inversione di tendenza dell’attività economica entro la fine dell’anno, cui la ripresa degli investimenti fornirebbe un contributo significativo». Il Bollettino economico della Banca d’Italia “vede” la ripresa in arrivo per fine anno anche in Italia e raccomanda: «È essenziale non disperdere le opportunità offerte dal miglioramento del quadro congiunturale dell’area dell’euro e dai primi segnali di stabilizzazione in Italia».
Per Via Nazionale restano «cruciali» le riforme per la crescita e il «rispetto scrupoloso» degli obiettivi di bilancio. Il Bollettino evidenzia, tra l’altro, come «per l’anno in corso e per il 2014 il quadro macroeconomico delineato dal Governo presenta limitati scostamenti rispetto alle previsioni della Banca d’Italia pubblicate lo scorso luglio, che hanno trovato alcune conferme nelle informazioni congiunturali successive». Invece, per quel che riguarda gli anni 2015-17, il quadro macro del Governo «delinea una crescita superiore alle previsioni di consenso, in quanto assume il pieno realizzarsi degli effetti delle riforme strutturali introdotte nel passato biennio e un significativo miglioramento degli spread sui nostri titoli di Stato». Ma, si sottolinea «il concretizzarsi di queste ipotesi richiederà la stabilità del quadro interno e la continuità del processo di riforma». Intanto, però, i sintomi dell’arrivo di una ripresa economica anche nel nostro Paese si sono andati accumulando: per esempio «il giudizio delle imprese sulle condizioni per investire è migliorato, tornando su valori prossimi a quelli precedenti la crisi dell’estate del 2011, sia nell’industria sia nei servizi». «Il calo della produzione industriale – si legge– è proseguito in luglio e, in misura minore, in agosto» ma «nel trimestre estivo il ritmo di caduta del Pil dovrebbe essersi pressoché annullato».
Questo non significa, naturalmente, che il destino economico dell’anno in corso possa cambiare granchè: il Bollettino ricorda infatti che sono i risultati acquisiti a determinarne la dinamica e spiega che «se l’attività economica restasse sul livello raggiunto nel secondo trimestre, nel complesso del 2013 il prodotto diminuirebbe dell’1,9 per cento».
Bankitalia mostra un ottimismo molto prudente anche sulla dinamica dello spread, ricordando che, certamente in Italia le condizioni sul mercato dei titoli di Stato hanno preso a migliorare dall’estate (e ieri grazie all’imminenza dell’accordo sul debito Usa lo spread è sceso sotto i 230 punti base, ndr). La discesa dello spread riflette anche il rafforzamento della crescita dell’area euro, annota il Bollettino; tuttavia, aggiunge, le condizioni di mercato «restano esposte alle prospettive del quadro interno». Gli esperti della Banca centrale ricordano che il pagamento dei debiti commerciali della Pubblica amministrazione «sembra essersi associato a un miglioramento delle prospettive delle imprese che li hanno ricevuti». Altri aspetti positivi connessi ai fondamentali della nostra economia sono quelli attinenti ai conti con l’estero (nei primi sette mesi del 2013 il saldo della bilancia dei pagamenti di parte corrente ha registrato un surplus di 3,9 miliardi); inoltre, nonostante il tasso di disoccupazione sia arrivato al 12 per cento, tra aprile e giugno la contrazione dell’occupazione si è attenuata; l’inflazione, poi, resta bassa e l’aumento dell’Iva determinerà al massimo uno scalino di mezzo punto percentuale. Le buone notizie, però, finiscono qui: le tensioni sull’offerta di prestiti restano un freno alla ripresa, sottolinea Bankitalia. Per questo ieri il responsabile della segreteria tecnica per l’eurosistema di Bankitalia Giorgio Gobbi, nel corso di un’audizione parlamentare, ha chiesto il rafforzamento di strumenti di sostegno alle imprese come i sistemi di garanzia pubblica sul credito, in modo da facilitare l’accesso ai finanziamenti.

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