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Bankitalia rende appetibili le sue quote per la vendita

Il mercato secondario delle “azioni” della Banca d’Italia (in realtà si chiamano quote) potrebbe partire a breve, entro la fine dell’anno. Da ieri infatti i potenziali acquirenti – gli investitori istituzionali come i fondi pensione e le assicurazioni – hanno un termine di paragone, per decidere le proprie strategie: la politica dei dividendi che Banca d’Italia intende seguire nei prossimi anni. Condizioni di mercato e capienza degli utili permettendo, via Nazionale punta a distribuire una cedola complessiva compresa tra il valore di quest’anno (340 milioni) e quanto era stato distribuito ai soci lo scorso anno (380 milioni). Tenendo presente il valore della quota fissato per legge, al momento della rivalutazione, il rendimento attuale è pari al 4,5% (più del doppio ad esempio del Btp a dieci anni).

A questo punto, ha sottolineato il governatore Ignazio Visco, l’avvio della redistribuzione delle quote «potrà essere facilitato» e si potrà finalmente creare un mercato secondario in cui le “azioni” che verranno cedute dalle grandi banche (nessun socio potrà superare in futuro più del 3%) potranno essere scambiate tra investitori. Il mercato e-Mid sta studiando la piattaforma tecnologica mentre Bankitalia «sta lavorando alla dematerializzazione» dei titoli (per consentire gli scambi telematici).
Il governatore ha affrontato anche un altro tema, molto importante per le banche: la montagna dei crediti in sofferenza e deteriorati, che alla fine del 2014 sfiorava il 18% del totale dei prestiti, il triplo rispetto al 2008. «Ne deriva un vincolo all’erogazione di nuovi prestiti», sottolinea Visco, che torna a perorare la nascita di un «mercato secondario dei crediti deteriorati» (la bad bank) «anche con il concorso del settore pubblico», una mossa che «contribuirebbe a riattivare appieno il finanziamento di imprese e famiglie». Il nodo è non incorrere nei divieti comunitari sugli aiuti di Stato: «E’ in corso sul tema una discussione con le autorità europee, che auspichiamo sia rapida e costruttiva», ha aggiunto. L’importante è far ripartire il credito: «Emergono segni di miglioramento» ha spiegato Visco, anche se «le condizioni creditizie restano eterogenee».
Infine le fusioni bancarie: «non pochi intermediari, soprattutto di medie dimensioni, stanno valutando operazioni di concentrazione».
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