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Bankitalia più ottimista, spread ai minimi

Dopo essere stati sostanzialmente fermi per settimane gli spread tra i Btp decennali e i Bund tedeschi di uguale durata hanno fatto un significativo scatto all’ingiù, calando sotto i 340 punti con rendimenti al 4,93%. Erano più di sei mesi, da marzo-aprile, che le tensioni non si attenuavano in modo così deciso. Ma le voci di un imminente ricorso della Spagna al Fondo salva Stati (Esm) e all’intervento della Bce (Banca centrale europea), accompagnate a quelle di una prima apertura della Germania a una tale iniziativa, hanno condizionato favorevolmente il mood degli investitori. Anche nei confronti delle azioni: le Borse hanno infatti chiuso tutte in guadagno con Madrid in grande rimonta del 3,41%, seguita da Piazza Affari in progresso del 2,53%, trainata dai titoli bancari, Parigi del 2,36%, Francoforte dell’1,58% e Londra dell’1,12%.
Il clima di maggiore fiducia sui titoli del debito sovrano è testimoniato anche dall’andamento della seconda giornata di collocamento della terza edizione del Btp Italia, che ha raggiunto i 5 miliardi di sottoscrizioni e che si appresta a bissare alla chiusura di domani il grande successo dell’emissione di esordio. Ma del resto i grandi investitori stranieri, che avevano abbandonato l’Italia nella prima parte dell’anno in piena turbolenza dei mercati, sono tornati a sottoscrivere Bot e Btp a partire da luglio. Lo ha rivelato durante i lavori del Fmi (fondo monetario internazionale) di Tokyo il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, e lo hanno confermato ieri gli economisti della Banca d’Italia nel «Bollettino economico» autunnale, in cui si precisa anche che il Paese «uscirà dalla recessione nel corso del prossimo anno». Una notizia positiva questa, anche se la ripresa sarà debole e se i salari, che nella media della prima metà dell’anno sono calati del 3,9% in termini reali (al netto dell’inflazione), continueranno a contrarsi nei prossimi mesi come i consumi, mentre la disoccupazione, superiore al 10%, tarderà a riassorbirsi.
Sta però tornando la fiducia sui mercati, elemento che consente a Bankitalia di leggere in positivo alcuni segnali di miglioramento, come il risultato delle inchieste condotte in settembre presso le imprese, meno sfavorevole sulle prospettive a breve termine. «A un più rapido ritorno alla crescita può contribuire un miglioramento delle condizioni del credito e del clima di fiducia» ma «è cruciale procedere con decisione e tempestività nell’attuazione delle misure già adottate». Ed è necessario effettuare «un costante e attento monitoraggio» dei conti pubblici nei prossimi mesi, avvertono i collaboratori del governatore Ignazio Visco.
Quanto alle note positive sui mercati, «nel terzo trimestre i rendimenti dei titoli di Stato sono diminuiti su tutte le scadenze; la discesa si è consolidata in settembre. Il calo si è trasmesso anche ai rendimenti delle obbligazioni delle banche e delle imprese ed è stato accompagnato da una decisa ripresa delle quotazioni azionarie». Le condizioni del credito bancario «hanno beneficiato della riduzione dei tassi ufficiali e, nelle ultime settimane, del calo degli spread sovrani». I tassi sui prestiti a famiglie e imprese «sono scesi in agosto; i criteri di concessione dei finanziamenti sono divenuti più favorevoli rispetto a quelli assai restrittivi di inizio anno» anche se «restano le tensioni» e se «il costo del credito rimane superiore alla media dell’area».

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