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Bankitalia: per Basilea 3 esigenze di capitale scese da 35 a 9 miliardi

La marcia di avvicinamento del sistema bancario italiano agli standard richiesti da Basilea 3 «continua con regolarità». A certificarlo è stato ieri il responsabile dell’area Vigilanza della banca d’Italia, Carmelo Barbagallo, nel corso di un convegno dell’Abi dedicato espressamente a questo tema, chiarendo anche che secondo nuove simulazioni, le esigenze di capitale per le banche italiane in relazione ai nuovi standard introdotti da Basilea 3, nell’ultimo biennio, sono scese da 35 miliardi a 9 miliardi di euro.
«Pur non esente dai rischi di deterioramento della qualità degli attivi – ha detto Barbagallo – continua con regolarità il percorso di avvicinamento agli standard di Basilea 3 del nostro sistema bancario, come riconosciuto di recente anche dal Fondo Monetario Internazionale. Le esigenze di capitale per l’ampio campione di banche monitorato dalla Vigilanza, misurate simulando il rispetto delle norme alla fine del periodo transitorio(cioè al 2019,ndr) si sono ridotte nell’ultimo biennio da oltre 35 a circa 9 miliardi di euro».
«L’entità della distanza da colmare non autorizza a considerare l’obiettivo raggiunto – ha precisato poi Barbagallo – ma induce a un cauto ottimismo la capacità di reazione mostrata dalle banche italiane nell’avverso scenario congiunturale».
Poi, il dirigente di via Nazionale ha ricordato che anche se la nuova normativa entra in vigore il primo gennaio prossimo, a Bankitalia compete esercitare la propria discrezionalità relativamente a tempi e modi di entrata in vigore della direttiva nel nostro Paese: «Il disegno nazionale della disciplina sul capitale nel periodo transitorio, in consultazione pubblica già nelle prossime settimane – ha spiegato Barbagallo – indicherà l’entità dello sforzo supplementare richiesto nel breve termine».
Dal canto suo, il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini, ha sottolineato che «le banche italiane hanno una qualità del capitale migliore rispetto a quelle di altri Paesi pur scontando una bassa redditività e un notevole aumento delle sofferenze. Se si tiene conto delle regole di Basilea 3, i maggiori gruppi italiani risultano già oggi più capitalizzati dei concorrenti europei». Poi, Sabatini si è soffermato sulla necessità che le regole tengano conto della durezza del momento congiunturale: «In un quadro recessivo, come quello attuale – ha sottolineato Sabatini – le regole devono tener conto delle difficoltà reali, delle aspettative negative delle imprese, dell’assenza di incentivi ad investire. È un momento difficile per tutti. Le banche italiane – ha aggiunto – hanno visto ridursi la raccolta sui mercati internazionali, aumentare i costi con un peggioramento della qualità e un aumento del rischio di credito, le sofferenze hanno raggiunto livelli elevati».

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