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Bankitalia: “Ora è a rischio la stabilità dell’Eurozona” S&P: verso la terza recessione

Aumentano i rischi per la stabilità finanziaria dell’Eurozona. Colpa della minor crescita e del pericolo- deflazione, avverte la Banca d’Italia. E in qualche maniera i suoi timori fanno da sfondo all’analisi di S&P che non esclude una terza recessione – “triple dip”, in gergo – dopo quella del 2009 e del 2011. É un pericolo che «non va sottovalutato» e che avrebbe conseguenze «deleterie» anche dal punto di vista socio- politico, se mai si concretizzasse.
Eurolandia non riesce a crescere , l’inflazione continua a scendere, con il rischio di avvitarsi, appunto, in una deflazione. Gli ultimi dati parlano per l’Italia di prezzi gelati, cresciuti ad ottobre dello 0,1% sia su base mensile che annuale. La Francia è ferma a quota 0,5%. La Germania è a 0,8 ma rispetto a settembre registra un meno 0,3%.
Ed è proprio questo segno meno che fa paura. La Bce, nel suo Bollettino, riduce ancora le stime per l’inflazione di quest’anno (0,5% in calo dello 0,7% di tre mesi fa) e taglia quelle sul Pil (0,8 da più 1%). Ribadisce che il consiglio è «unanime» nell’impegno a varare ulteriori misure non convenzionali, se necessarie. Annuncia che uno staff ad hoc è già al lavoro. E come sempre chiede ai governi di «imprimere slancio» alle riforme del mercato del lavoro e alle liberalizzazioni perché «progressi insufficienti» su questo fronte rappresentano «un forte rischio al ribasso per le prospettive economiche”.
Ed ecco riemergere di nuovo tutti i pericoli che minacciano Eurolandia. La Banca d’Italia avverte appunto che «il protrarsi della fase di stagnazione avrebbe ripercussioni negative sul sistema finanziario e sui conti pubblici. Valori eccessivamente ridotti dell’inflazione rendono più difficoltoso il processo di riassorbimento del debito, pubblico e privato, e implicano un inasprimento delle condizioni monetarie, con effetti negativi su investimenti e consumi». I prestiti alle imprese, aggiunge, saranno in calo per tutto il 2015; dovrebbe invece «interrompersi» la contrazione dei mutui alle famiglie già nel primo trimestre del nuovo anno. S&P fa sapere che questo terzo salto nella recessione, il suo scenario base non lo prevede. Ma, «i rischi sono aumentati». «Come diciamo noi francesi», chiosa l’analista Jean-Michel Six, «il peggio non è mai sicuro». S6P prevede che «entro l’anno» o al massimo «all’inizio del prossimo» la Bce avvierà il suo nuovo pacchetto di misure non convenzionali.
Lo stato di salute di Eurolandia preoccupa anche i Grandi del mondo. In un documento scritto per il prossimo vertice del G20 a Brisbane, in Australia, il Fmi definisce debole e squilibrata la crescita Ue e invita la Bce ad essere «pronta ad agire», anche comprando asset sovrani.
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