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Bankitalia, nuove ispezioni sui crediti Intesa e UniCredit

Sotto la lente ci sono anzitutto i crediti deteroriati, la somma di sofferenze, incagli e crediti ristrutturati. Ma la nuova ispezione che si è aperta nelle scorse settimane sui crediti di Intesa e UniCredit potrebbe allargarsi a ciò che li circonda, dalle garanzie alla cosiddetta «zona grigia» del credito, linee in bonis tuttavia considerate potenzialmente a rischio.
Sta di fatto che dalla scorsa estate gli ispettori di Banca d’Italia sono all’opera sui loan books delle due principali banche italiane: a giugno hanno iniziato con UniCredit, a luglio l’esame si è avviato a Intesa Sanpaolo. L’iniziativa della Vigilanza, rilanciata ieri da Reuters e Bloomberg è di routine ma di fatto rientra nel monitoraggio condotto da Via Nazionale in vista del passaggio sotto la Vigilanza unica dei primi 20 istituti italiani e dei due esami d’ingresso che li attendono: gli stress test e l’asset quality review del 2014, un doppio traguardo a cui Bankitalia – che di fatto passerà le consegne alla Bce – vuole che gli istituti italiani si presentino con i conti in ordine.
Proprio per questo già alla fine del 2012 era partito uno specifico ciclo di ispezioni mirate a valutare dettagliatamente l’adeguatezza delle rettifiche di valore sui crediti deteriorati ed esaminare le prassi dei singoli istituti; all’appello mancavano ancora Intesa e UniCredit, ma a questo punto i risultati di questi ultimi due screening dovrebbero essere disponibili entro la fine dell’anno: l’attenzione degli ispettori, come accennato, è concentrata anzitutto sui crediti deteriorati, ma a quanto si apprende si starebbero valutando con particolare attenzione le posizioni in bonis recentemente rinegoziate; in alcuni casi, è il timore della Vigilanza, dietro al prolungamento di una linea ci potrebbe essere il tentativo di nascondere qualche difficoltà nei pagamenti, ciò che di per sé rende un credito deteriorato.
Da UniCredit e Intesa non sembra trapelare particolare preoccupazione sulle nuove ispezioni in corso, ma in generale tra i banchieri non si parla d’altro che di crediti e dei requisiti che verranno fissati da Francoforte. Senz’altro un cenno all’argomento si farà oggi durante o a margine dell’esecutivo Abi previsto a Roma, ma soprattutto il tema sarà al centro dell’incontro che il 4 novembre vedrà a Palazzo Koch i vertici dei primi cinque gruppi italiani (Intesa, UniCredit, Mps, Ubi e Banco Popolare) più Mediobanca. In quella sede, con ogni probabilità, si parlerà anche della necessità che a livello europeo vengano adottati criteri uniformi per la definizione dei crediti deteriorati: le disparità, come ha ricordato il governatore Ignazio Visco non più tardi di un mese fa, penalizzano le banche italiane; come noto, se queste ultime applicassero i criteri adottati da alcune concorrenti straniere, vedrebbero i non performing loans ridotti di un terzo.

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