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Bankitalia: nel 2013 uscita lenta dalla crisi

Dal tunnel della recessione usciremo nel corso del prossimo anno ma il recupero sarà lento e certo non così robusto da invertire il segno negativo per la variazione del Pil anche nel 2013 (anno per il quale il Fmi stima che il Pil italiano, dopo il -2,3% del 2012, sarà pari a -0,7% per cento).
Il bollettino economico della Banca d’Italia entra nel dettaglio di quell’analisi che era già stata anticipata dal governatore Ignazio Visco durante il meeting del Fondo monetario internazionale a Tokio. Spiega che sul lato finanziario oggi esistono le condizioni necessarie perché una ripresa economica si possa manifestare anche in Italia (attenuazione della crisi da debito in Eurolandia, riduzione degli spread, ritorno dei capitali usciti nella prima parte dell’anno).
Ma non tralascia di dettagliare la durezza dell’impatto della crisi economica tuttora in corso per imprese e famiglie nel nostro Paese. Per le prime ricorda che anche nella media del terzo trimestre 2012 l’attività produttiva dovrebbe aver registrato una flessione di mezzo punto percentuale. Per le seconde spiega che sulla domanda espressa dalle famiglie continua a pesare l’indebolimento del reddito disponibile. Una volta dedotte le imposte sopportate, il reddito familiare ha infatti subito nella prima metà dell’anno una contrazione reale del 3,9% rispetto allo stesso periodo del 2011.
Ma, sottolinea il Bollettino, è ancora diminuita anche la propensione al risparmio, che ora si colloca poco sopra l’8%, perché le famiglie cercano di ridurre almeno in modo graduale i propri consumi.
A un più rapido ritorno alla crescita può contribuire «un miglioramento delle condizioni del credito e del clima di fiducia» osserva il Bollettino, secondo il quale, tuttavia, nonostante il costo del credito alle imprese continui a diminuire, esso risulta «ancora superiore, di circa 70 punti base, a quello medio dell’area». Quanto alla finanza pubblica, secondo Bankitalia nei prossimi mesi occorrerà «un costante e attento monitoraggio». Soprattutto, si osserva «è cruciale procedere con decisione e tempestività «nell’attuazione delle misure già adottate» per sostenere lo sviluppo, mentre resta prioritaria la realizzazione delle riforme strutturali.

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