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Bankitalia macina utili record

Profitti da record per Bankitalia nel 2017: l’anno si è chiuso con un utile netto di 3,9 miliardi di euro, superiore di 1,2 mld a quello dell’esercizio precedente. «È il risultato più elevato mai raggiunto dall’istituto», ha annunciato il governatore Ignazio Visco durante l’assemblea ordinaria della banca centrale. «Il miglioramento è dovuto principalmente all’incremento del margine d’interesse, che ha beneficiato dei più elevati interessi attivi percepiti sui titoli di Stato acquistati per finalità di politica monetaria, in parte compensati dai maggiori interessi negativi sulle operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine».Le quote di partecipazione nel capitale di Bankitalia sono detenute da 124 soggetti, tra cui 85 nuovi: sei compagnie di assicurazione, otto fondi pensione, nove enti previdenziali, 20 fondazioni bancarie e 42 banche. «Quattro partecipanti detengono quote in eccesso rispetto a limite del 3% del capitale, per un valore nominale complessivo di circa 2,7 miliardi di euro, su un totale di 7,5 miliardi», ha aggiunto Visco riferendosi a Intesa Sanpaolo, Unicredit, Generali e Carige.

Via Nazionale verserà ai soci «340 milioni di euro di dividendi, pari al 4,5% del capitale», per la chiusura del bilancio 2017. La cedola staccata «è in linea con gli ultimi anni», ha sottolineato Visco. Tuttavia, «in base allo statuto, alle quote eccedenti il 3% del capitale non spettano diritti economici. I corrispondenti dividendi, pari a circa 122 milioni, saranno imputati alla riserva ordinaria. Pertanto i dividendi effettivamente erogati ai partecipanti ammonterebbero a circa 218 milioni di euro».

Ricca cedola anche per lo Stato, che fra utili e tasse riceverà complessivamente circa 4,9 miliardi: un livello superiore di circa 1,5 mld a quello dello scorso anno. In particolare, ha precisato il governatore, «il residuo ammontare dell’utile netto da assegnare allo Stato sarebbe pari a 3,365 miliardi che, in aggiunta a imposte di competenza per 1,563 mld, porterebbero le somme complessivamente destinate allo Stato a circa 4,9 miliardi».

Intanto, nei prossimi mesi, l’istituto centrale completerà il riassetto delle filiali, con la chiusura delle ultime dieci unità di servizio territoriale che erano state temporaneamente costituite nel 2015 per accompagnare la riconfigurazione della rete. Rispetto alle 97 unità esistenti all’inizio del 2008, oggi le filiali della Banca d’Italia sono 39 e operano con competenze differenziate in relazione alle caratteristiche delle aree geografiche e alla domanda di servizi dell’utenza istituzionale e privata.

L’anno scorso Visco ha ricevuto un compenso di 450 mila euro, stabile rispetto agli anni precedenti. Dal bilancio emerge, inoltre, che la remunerazione è ammontata a 400 mila euro per il direttore generale e a 315 mila euro per ciascuno dei vicedirettori generali.

Giacomo Berbenni

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