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Bankitalia: limitare le cedole

di Rossella Bocciarelli

I 14,7 miliardi di euro di capitali quantificati dall'Eba, l'Autorità bancaria europea, per le banche italiane sono una cifra che «va considerata solo indicativa del fabbisogno di capitale». È quanto precisa in una lunga nota la Banca d'Italia che ieri sera è intervenuta per ricordare che il «fabbisogno effettivo» di capitale «sarà comunicato dall'Eba in novembre». I 14,7 miliardi che l'Eba ha indicato per le banche italiane rappresentano quindi solo un "cuscinetto temporaneo" di capitale che viene richiesto per far fronte al rischio sovrano, date le attuali condizioni di mercato. Le banche italiane, in quest'esercizio che, senza riformulare altri scenari avversi, si limita a calcolare lo stress da titoli di Stato di Paesi per i quali il rischio sovrano è aumentato in modo abnorme in questi mesi, hanno purtroppo fatto le spese degli aumenti del premio al rischio richiesto per la "carta" italiana, che rappresenta il piatto forte del loro portafoglio titoli.

Nella nota, Bankitalia ricorda il comunicato diffuso dall'Eba ieri in tarda serata sulla ricapitalizzazione da 106 miliardi per le 70 maggiori banche europee di cui 14,77 miliardi da parte delle cinque italiane(Unicredit, Intesa San Paolo, Monte dei Paschi di Siena, Banco Popolare e Unione di Banche italiane). La costituzione dei buffer dovrà essere tale da portare, entro la fine di giugno 2012, il Core Tier 1 ratio (definito dal rapporto tra il capitale di qualità più elevata e le attività ponderate per il rischio) al 9%. La costituzione di questi buffer consentirà alle banche di resistere a una serie di shock mantenendo un'adeguata posizione patrimoniale. Come si sa ciascuno dei gruppi creditizi ha comunicato ieri sera con i dati al 30 giugno scorso il valore dei buffer da costituire (7,37 miliardi per Unicredit, 3 miliardi per Mps, 2,8 miliardi per Banco popolare, 1,48 Ubi, zero per Banca Intesa).

A novembre quando verrà comunicato il dato effettivo di fabbisogno di capitale da parte dell'Eba con i dati riferiti al 30 settembre 2011, i cinque gruppi italiani dovranno inviare alla Vigilanza piani con precise indicazioni sulle azioni da intraprendere per raggiungere l'obiettivo di capitale. La Banca d'Italia intanto ha già dato qualche indicazione sul come fare: poiché questi target debbono essere raggiunti «evitando un deleveraging eccessivo» allo scopo di limitare al massimo l'impatto negativo sull'economia reale, la Vigilanza ha impartito alle banche due indicazioni. Si tratta in primo luogo di limitare la distribuzione dei dividendi; in secondo luogo di contenere i bonus dei manager bancari.

I cuscinetti temporanei dovranno essere costituiti con capitale della migliore qualità, ma sarà possibile utilizzare anche il contingent capital vale a dire obbligazioni convertibili di nuova emissione sottoscritti da privati «se coerenti con i criteri severi e omogenei che saranno stabiliti dall'Eba». Già da ieri le banche italiane stanno dialogando con l'Eba e con la Vigilanza della Banca d'Italia per poter far ricomprendere vari tipi di strumenti finanziari nel calcolo del capitale di qualità Core Tier 1, in modo da circoscrivere al massimo la necessità di aumenti di capitale. Così Mps nella sua nota ha ricordato come il dato dell'Eba «non tiene conto del Fresh 2003 annunciata dalla Fondazione Mps per fine anno (318 milioni) e del computo del Fresh 2008 nel capitale primario (circa 950 milioni)». Mentre Unicredit, che è l'unica grande banca a non aver realizzato sinora aumenti di capitale ma che ne sta studiando uno che secondo le stime dovrebbe aggirarsi sui 5 miliardi, aveva già annunciato alcuni mesi fa azioni per ristrutturare i cashes in modo da evitare che l'Eba non li consideri capitale di alta qualità. 

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