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Bankitalia: la nuova Basilea non inasprirà i requisiti

L’obiettivo cruciale della riforma di Basilea 3 non è quello di inasprire i requisiti prudenziali delle banche ma quello di assicurarne la comparabilità. Si vuole evitare che l’uso di modelli interni possa determinare un’eccessiva variabilità tra banche nei livelli minimi di capitale richiesti e, in particolare, evitare che un uso eccessivamente spinto di questi modelli da parte di alcuni istituti «outlier» possa ridurre troppo i requisiti prudenziali.
È questo il messaggio principale espresso ieri dal vicedirettore generale della Banca d’Italia, Luigi Federico Signorini, nel corso del suo intervento al Comitato esecutivo dell’Abi, l’Associazione bancaria italiana, voluto per fare il punto sui lavori del comitato di Basilea per completare la riforma.
Signorini ha spiegato che il principio della sensibilità al rischio viene mantenuto e che i metodi di calcolo dei requisiti dovranno essere rigorosi e sensibili al «rischio effettivo».
«Non si devono aumentare in modo significativo i requisiti patrimoniali – ha aggiunto – e la riforma deve essere attuata con tutta la gradualità necessaria» come indicato dal gruppo dei Governatori del G20. La Banca d’Italia condivide pienamente questa posizione: «Le banche che adottano il modello standard approvato dal Comitato di Basilea, che in Italia sono la maggioranza – ha affermato Signorini – per definizione non sono outlier, e a nostro avviso il modello standard non dovrebbe prevedere, in media, incrementi».
Soddisfatto per le rassicurazioni della Banca d’Italia è il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini. «Dall’incontro sono emerse importanti convergenze» ha spiegato al termine dell’incontro. Sabatini, che è anche presidente del Comitato esecutivo della Federazione bancaria europea, ha sottolineato come sia importante che il lavoro del Comitato di Basilea rispetti il mandato ricevuto e non ci siano significativi aumenti dei requisiti di capitale. Secondo l’Abi riguardo al modello standard per i requisiti di capitale «si va nel senso auspicato dalla Federazione bancaria europea».

Davide Colombo

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