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Bankitalia, il Governo valuta l’ipotesi di nomine a metà

Sulle nomine di Bankitalia il Governo valuta un via libera “dimezzato”. Se ne discuterà già oggi al Consiglio dei ministri che si terrà a Reggio Calabria. Al momento l’ipotesi più accreditata è che il Governo dia parere favorevole a Fabio Panetta direttore generale e a uno dei suoi vice, Daniele Franco, l’attuale Ragioniere generale dello Stato. Meno scontato il via libera a Luigi Federico Signorini, su cui ancora sono in corso valutazioni, e soprattutto ad Alessandra Perrazzelli, sulla quale resta il veto della Lega che la ritiene troppo vicina al Pd lombardo.

Il Governatore Vincenzo Visco potrebbe così vedersi “approvata” solo una parte del pacchetto di nomine proposte dal Consiglio superiore lo scorso 28 marzo che andranno a comporre il nuovo Direttorio di Via Nazionale. Una soluzione che eviterebbe all’Esecutivo l’accusa di bloccare l’operatività del principale organo di Bankitalia (in scadenza il 9 maggio), che preoccupava anche il presidente Sergio Mattarella e di cui si è parlato nell’incontro di martedì con il premier Giuseppe Conte al Quirinale. Ma allo stesso tempo consentirebbe alla maggioranza di rivendicare il proprio peso politico. A spingere per uscire dallo stallo sono soprattutto Conte e i Cinque Stelle. Molto più cauta la Lega, che non sembra orientata a decisioni in tempi rapidi.

Il rischio è che si moltiplichino i fronti di scontro istituzionale. Ieri i vertici militari sono usciti allo scoperto contro la direttiva sui porti chiusi inviata da Matteo Salvini anche al Capo di Stato Maggiore, alla Marina e alla Guardia di Finanza, oltre che alla Guardia costiera. Lo Stato Maggiore della Difesa evidenzia che «le Forze Armate sono uno strumento tecnico operativo al servizio del Paese e che ogni attività viene pertanto svolta in aderenza alle indicazioni politiche e secondo la prevista linea gerarchica». Ovvero la ministra della Difesa Elisabetta Trenta e il presidente della Repubblica, capo delle Forze Armate. Salvini, però, minimizza: «Non mi risulta alcun tipo di irritazione. E il Viminale lavora in perfetta sintonia con la Difesa per la protezione dei confini». In realtà i rapporti con Trenta sono inesistenti. Lo conferma la ministra: con Salvini «nessun chiarimento».

Pesa la competizione elettorale. I sondaggi in vista delle europee del 26 maggio continuano a dare la Lega in ascesa, ma registrano anche il recupero del M5S a svantaggio del Pd, provato dal colpo umbro (si veda la tabella sotto). E non a caso proprio in Umbria, disertando il vertice a Palazzo Chigi sulla riforma dei processi con Conte e il Guardasigilli Alfonso Bonafede, è immediatamente planato Salvini, all’indomani delle dimissioni della governatrice Catiuscia Marini. Una scelta, quella del leader della Lega, preceduta dall’invio ai prefetti di una nuova direttiva per “proteggere” con ordinanze «anti-degrado» le zone rosse delle città (turistiche, culturali o con istituti scolastici). Un’offensiva sulla sicurezza che ha suscitato la reazione di Luigi Di Maio: «Io penso che chi governa lo scelgono i cittadini. E la direttiva di Salvini in alcuni casi attribuisce più poteri ai prefetti che ai sindaci». Una posizione che trova concorde anche l’Anci con l’alt del presidente Antonio Decaro: «Non abbiamo bisogno di essere commissariati da nessuno».

Barbara Fiammeri

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