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Bankitalia: governance da ritoccare

ROMA – La governance delle banche italiane ha fatto sicuramente passi in avanti ma ci sono ancora «margini non trascurabili di miglioramento». Il direttore della Vigilanza di Bankitalia Carmelo Barbagallo è tornato ieri sul tema del governo societario delle aziende di credito nel corso di un convegno all’Abi su “Impresa bancaria: doveri e responsabilità degli amministratori” e ha annunciato che le nuove disposizioni in materia «saranno emanate nell’arco di qualche settimana». Bankitalia sta infatti «valutando con molta attenzione» le critiche giunte dall’industria bancaria durante la consultazione del documento. Una critica – ha affermato Barbagallo – si appunta in particolare sul grado di dettaglio della normativa ritenuto eccessivo. «Ma in realtà – ha aggiunto – le misure proposte nel documento in consultazione intervengono sulle aree di maggiore debolezza, che sono emerse dai rilievi delle nostre ispezioni e sono state segnalate anche dal Fondo monetario».
Barbagallo ha spiegato che dalle 350 ispezioni condotte da Bankitalia lo scorso anno sono emersi 100 rilievi e che di questi i tre quarti dei procedimenti sanzionatori riguardano «la presenza di figure che egemonizzano il processo decisionale e i sintomi di ridotta funzionalità del processo ispettivo». In particolare, le ispezioni condotte dalla Banca d’Italia hanno evidenziato che «il numero dei componenti dei consigli permane in media elevato e non sempre è assicurata nel board la presenza di esperienze adeguate e diversificate. Inoltre, il ruolo del presidente non è sempre coerente con la funzione non esecutiva assegnatagli». Tra l’altro, ha ricordato il dirigente della banca centrale, già le attuali disposizioni chiedono alle banche di evitare composizioni pletoriche dei board. Gli interventi che verranno attuati per le nuove disposizioni prevedono che i board bancari siano composti da un numero di consiglieri «congrui per numero e professionalità, nominati attraverso un processo trasparente e consapevoli del proprio ruolo e attivamente partecipi alle decisioni aziendali». Inoltre, lungi dal depotenziarne la figura, le norme saranno finalizzate a «valorizzare la figura del presidente del consiglio di amministrazione» evitando la «commistione di ruoli: il presidente è, ed è opportuno che rimanga, una figura non esecutiva», ha detto Barbagallo.
Al convegno era presente anche il presidente della Consob, che ha commentato il crescente ruolo dei grandi fondi d’investimento a raggio globale nel capitale delle banche:«Ogni iniezione di capitale dall’estero nelle banche italiane deve essere valutato positivamente, ma qualche rischio può esserci e bisogna vigilare» ha detto Giuseppe Vegas. «Di recente, alcune strutture consolidate del Paese non sono state in grado di fare il rafforzamento patrimoniale, e anche alcune fondazioni, e ad esse si vanno sostituendo i fondi che aumentano la presenza nelle banche», ha affermato Vegas. «Giusto? Sbagliato? Non ne farei una questione di nazionalità – ha proseguito –, però occorre verificare se queste partecipazioni assumono una rilevanza sistemica». Vegas ha poi spiegato che è attualmente allo studio l’ipotesi di una moratoria sui prodotti finanziari complessi che sia in grado di recuperare la “sfiducia generalizzata” nei confronti del mercato finanziario da parte dei risparmiatori, anticipando in tal modo la revisione della direttiva Mifid che non entrerà in vigore prima della fine del 2015. La moratoria, ha detto il presidente della Consob, sarebbe su base volontaria e coinvolgerebbe quindi le società emittenti che volessero parteciparvi e che avrebbero, aderendo alla moratoria, meno controlli. Dal canto suo, il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, ha tenuto a sottolineare che «le banche italiane sono un avamposto di legalità nella lotta al riciclaggio» e, nel ricordare le responsabilità «sempre più complesse che ricadono sui bancari ad ogni livello per effetto delle normative nazionali e internazionali» è tornato a sollecitare una «semplificazione normativa per una maggiore efficacia del diritto».

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