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Bankitalia: gli istituti sostengano l’economia

Le banche devono continuare a dare un sostegno adeguato all’economia. È il richiamo del direttore generale della Banca d’Italia, Fabrizio Saccomanni, intervenuto al congresso dell’Acri, secondo cui «nell’attuale fase congiunturale è essenziale che le banche mantengano adeguata l’offerta di finanziamenti all’economia senza perdere di vista la capacità di valutare il merito di credito». Secondo Saccomanni «i sistemi interni di valutazione dei rischi, che hanno consentito alle banche appartenenti ai maggiori gruppi di selezionare meglio il credito, devono essere ulteriormente affinati valorizzando tutto il patrimonio informativo relativo alle imprese, con dati qualitativi e previsionali, in modo da poter cogliere adeguatamente le loro prospettive di ripresa».

La crisi, comunque, ha lasciato il segno e non ci saranno più rendimenti a due cifre per chi investe nel capitale delle banche, perché le nuove regole europee stanno cambiando profondamente il sistema creditizio: «Al termine del processo, grazie alle nuove regole, le banche saranno più capitalizzate, il sistema nel suo complesso più stabile. Per converso, il tasso di rendimento nominale del capitale azionario investito nelle banche non potrà essere quello a due cifre sperimentato negli anni precedenti la crisi».

Intanto Bruxelles si sta muovendo per aggredire con più determinazione lo stallo economico: il d.g. di Palazzo Koch ha detto che «vi sono ora chiare indicazioni che l’Unione europea si sta preparando a quel cambio di passo da più parti invocato e auspicato. Per realizzare a pieno questo obiettivo, in aggiunta ai progressi realizzati con la riforma della governance in campo fiscale, sono stati esaminati nuovi strumenti comuni per affrontare situazioni di difficoltà degli intermediari, come meccanismi di garanzia dei depositi, procedure di sorveglianza accentrata e un regime europeo per la risoluzione delle crisi bancarie. È su queste linee di azione che dovrà essere massimo, nei prossimi mesi, l’impegno dei governi europei e delle autorità monetarie nazionali e sovranazionali. Occorre fare ogni sforzo», ha concluso Saccomanni, «per orientare in tal senso il sentimento e le valutazioni dei mercati».

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