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Bankitalia e governo avvistano la ripresa “Vicino il punto di svolta, serve stabilità”

ROMA — Cosa hanno in comune i dati più recenti dell’economia italiana? Come quelli Istat del primo trimestre su potere d’acquisto delle famiglie (+0,5%), reddito (+0,8%) e propensione al risparmio (+0,9%). O le cifre di Eurostat sulla produzione industriale di maggio (+0,1%). E ancora l’Iva sugli scambi di giugno (+4,5%) e l’indice Pmi sulla fiducia delle aziende (+1,8% tra maggio e giugno). Cosa hanno in comune? Sono tutti positivi. Magari poco robusti, ma tutti segni più. Quanto basta per dire che l’Italia è vicina ad un «punto di svolta». I «segnali di miglioramento » si moltiplicano e sono «reali». La ripresa finalmente a portata di mano, ma sarà «graduale». La crisi agli sgoccioli.
La ventata di ottimismo stavolta pare più di un auspicio. E filtra dall’importante vertice di ieri, previsto da tempo, a Palazzo Chigi tra Enrico Letta, Fabrizio Saccomanni, Ignazio Visco. Una “colazione di lavoro” di due ore in cui premier e ministro dell’Economia hanno passato in rassegna, «dati alla mano», assieme al governatore della Banca d’Italia, i fondamentali macroeconomici. Evidenziando così i «primi segnali di inversione» del ciclo. «Siamo prossimi alla ripresa», ha confermato poi lo stesso Letta da Bolzano. Complice la bonaccia sui mercati finanziari, lo spread tutto sommato gestibile, le banche italiane «solide», seppur con alcune «aree di criticità» da «riassorbire ». Ma anche grazie a un quadro internazionale positivo: ieri la Fed di Dallas ha fatto capire che da settembre la banca centrale Usa potrebbe rallentare il piano di acquisto titoli, 85 miliardi al mese, proprio perché l’economia americana è ripartita e può fare a meno degli stimoli.
Annusata l’aria, insomma, il governo si prepara alla svolta d’autunno. Con «politiche di continuità», rispetto «alle scelte fatte sinora», per «agganciare e favorire questa ripresa», puntando tutto su misure per smuovere gli investimenti. Non un accenno ieri sui nodi fiscali più urgenti. E cioè Imu, Iva, cassa integrazione in deroga. Ma è evidente che andranno sciolti al più presto, per poi focalizzarsi sulla crescita. «Dal settore manifatturiero arrivano segnali incoraggianti e migliorano alcuni indicatori di acquisto per l’industria », spiegano fonti di Bankitalia. «I segnali di ripresa sono figli anche della stabilità dei mercati», sottolinea Palazzo Chigi. Ma vanno consolidati e non messi in discussione.
Ieri si è parlato anche di unione bancaria europea («forte auspicio per una piena e rapida attuazione»): un tema portante per il semestre di presidenza italiana dell’Ue nel 2014. Infine sul piano di ristrutturazione del Monte dei Paschi di Siena, bocciato dall’Ue, il governo punta i piedi: il piano è valido, Bruxelles sbaglia.

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