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Bankitalia: cruciale ridurre il debito

Roma
«Il Governo prevede di cominciare a ridurre l’incidenza del debito sul prodotto già a partire dall’anno prossimo. È un impegno chiave, di cui terranno conto osservatori, mercati, autorità e partner europei: non va mancato». La Banca d’Italia raccomanda l’assoluta necessità di rispettare l’obiettivo della riduzione del debito pubblico nel 2016 attraverso le parole di Luigi Federico Signorini, vicedirettore generale, ascoltato ieri dalle commissioni Bilancio di Senato e Camera. Dal canto suo, la Corte dei conti esprime dubbi sull’impianto della politica di bilancio, sottolineando che «la manovra in deficit lascia nodi irrisolti» ovvero le clausole di salvaguardia, i contratti pubblici, le pensioni. Gran parte delle coperture della manovra sono temporanee,ha argomentato ieri il presidente Raffaele Squitieri; sono delle una tantum non replicabili e rappresentano per questo dei rischi inevitabili per la tenuta dei conti nei prossimi anni, è in pratica la diagnosi della magistratura contabile. Sul fronte delle entrate i dubbi non mancano, perché la spending review riesce a coprire solo parzialmente il taglio delle tasse e perché nel 2017 le clausole di salvaguardia si riproporranno, con nuovi aumenti dell’Iva da scongiurare.
Tornando a Bankitalia, Signorini, dopo aver rilevato che il traguardo della riduzione dello stock del debito «è stato più volte previsto e poi posticipato» negli anni recenti, ha rimarcato che «il quadro economico oggi in sensibile miglioramento, le condizioni finanziarie distese offrono l’occasione per realizzare stavolta l’obiettivo». La ripresa permetterà infatti di avvicinarsi quest’anno a un incremento del Pil dell’uno per cento. Inoltre «grazie alla politica monetaria eccezionalmente espansiva della Banca centrale europea, i tassi di interesse sono oggi ai minimi e gli spread sui titoli italiani sono ridotti. In queste settimane, per la prima volta, la Repubblica ha emesso titoli a tassi negativi». Spezzare la spirale del debito pubblico è dunque possibile, dice Bankitalia.
Signorini ha anche chiarito come sia altrettanto necessario ottenere un tasso di crescita in linea con le previsioni del governo:«Il tasso minimo di crescita nominale del prodotto perché il rapporto tra debito e Pil scenda nel 2016 è appena inferiore al 2%» ha spiegato, ricordando che nello scenario programmatico del governo l’obiettivo di crescita nominale è del 2,6%. «I margini non sono elevati- ha aggiunto -. Non si possono escludere venti contrari in arrivo da un eventuale peggioramento della congiuntura globale».
Tanto più importante, secondo Bankitalia, è proseguire sulla strada delle riforme strutturali. Da questo punto di vista, Bankitalia puntualizza che «le misure che riducono il carico fiscale sui fattori della produzione appaiono meglio in grado, rispetto ad alleggerimenti di imposte sul patrimonio, di innalzare la crescita anche nel medio periodo» . Inoltre, Signorini ha spiegato che dallo stop alle tasse sulla prima casa potrebbero derivare effetti limitati: «L’abolizione della tassazione sulla proprietà dal punto di vista macroeconomico potrebbe avere effetti di incentivazione dei consumi circoscritti alle famiglie soggette a vincoli di liquidità».
Bankitalia ha puntualizzato anche sull’innalzamento del tetto per il contante:il tetto all’uso del contante va mantenuto basso per ostacolare fenomeni di criminalità ed evasione, ha detto Signorini, anche se non c’è una «base analitica o empirica sufficiente per precisarne il valore ottimale». E ha aggiunto: «un limite al trasferimento del contante, anche basso, va mantenuto» e, in particolare, occorre mantenere un regime più severo per i money transfer.

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