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Bankitalia fa i conti della finanza (più) sostenibile

Investire nella prevenzione dei rischi, come il terremoto e il dissesto idrogeologico, non serve solo alla sicurezza delle persone e del patrimonio, ma fa bene anche alle banche. I danni materiali che frane e inondazioni possono produrre agli edifici, dice la Banca d’Italia, riducono il loro valore, e dunque la garanzia reale che essi stessi costituiscono a fronte dei prestiti bancari. Ed il rischio in sé stesso frena la disponibilità delle banche a concedere finanziamenti alle imprese.

«Oltre a danneggiare le attività economiche e le famiglie, inondazioni e frane riducono il valore collaterale dei prestiti bancari, come conseguenza dei danni materiali recati ai beni portati in garanzia e, di conseguenza, influenzano la propensione a chiedere o concedere prestiti» ha detto ieri il vice direttore generale della Banca d’Italia, Luigi Federico Signorini, presentando il programma Onu per lo sviluppo della finanza sostenibile. Rilanciando la necessità dei programmi per la messa in sicurezza del territorio e la vecchia proposta di Via Nazionale di un’assicurazione contro le calamità naturali. «Sebbene un terzo della popolazione italiana viva in aree sismiche, l’associazione delle imprese assicurative stima che meno dell’1% degli edifici sia coperto da un’assicurazione privata contro il terremoto». Per contenere i rischi si possono concedere incentivi per la messa in sicurezza degli edifici, ma anche promuovere forme assicurative. «Data la natura dei rischi catastrofici — ha detto Signorini — un simile schema richiederebbe qualche forma di interazione tra settore pubblico e privato».

Ogni anno, sottolinea la Banca d’Italia, si contano un centinaio di frane e inondazioni, che coinvolgono 2,3 milioni di persone e costano 2,7 miliardi di euro. Nel 2015 le alluvioni sono costate 3,1 miliardi, e la maggior parte di questa perdita, ha detto Signorini, non era assicurata. «L’ambiente non deve essere visto come vincolo, ma come motore della quarta rivoluzione industriale» ha sottolineato il ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti, mente il titolare dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha insisto sulla necessità di norme che, anche attraverso gli inventivi fiscali, modifichino i comportamenti.

Mario Sensini

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