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Bankitalia-Consob, è scontro

La Consob punta il dito contro Bankitalia: sulle banche venete non indicò alcun problema. Ma a stretto giro di posta arriva la replica di via Nazionale: noi abbiamo fatto la nostra parte. Le testimonianze sono state rilasciate separatamente davanti alla commissione di inchiesta sulle banche, visto che non ci sarà il previsto confronto all’americana.

In un clima tutt’altro che disteso, il direttore generale dell’autorità dei mercati finanziari, Angelo Apponi, ha precisato che la Consob non ha ricevuto nessuna informazione, da parte di via Nazionale, sul prezzo dell’aumento di capitale, al termine dell’ispezione condotta nel 2008 su Popolare di Vicenza: venne trasmessa «solo un’informazione sull’operatività di derivati, niente che riguardasse il prezzo delle azioni».

Da Bankitalia sono arrivati solo stralci della relazione relativa al prezzo delle azioni nel 2015. Alle richieste di chiarimenti sull’attività di controllo, Apponi ha spiegato che l’autorità nel 2013 aveva ricevuto solo due esposti su Bpvi: quindi 13 nel 2014 e 104 nel 2015. «Noi cominciamo ad attivarci quando c’è un certo numero di esposti».

Su Veneto banca, fino alla fine del 2014, il numero di esposti ricevuti «era estremamente limitato», ha precisato il d.g. della Consob. Invece «nel 2015 il fenomeno degli esposti diventa esplosivo»: si è passati dai dieci esposti del 2013 («una fisiologia normale») ai 111 del 2015 fino ai 171 dell’anno successivo. Ma i problemi non finiscono qui. Le informazioni di Bankitalia «ci arrivano anche con problemi», ha aggiunto Apponi, spiegando che l’autorità ha ricevuto nel 2013 informazioni incomplete per valutare il prezzo dell’aumento di capitale. In una lettera di via Nazionale si spiega che l’operazione «sarà strumentale al perseguimento degli obiettivi del piano stesso» e si parla anche di «eventuali acquisizioni a determinate condizioni. A me non sembra», ha osservato Apponi, «che Bankitalia ci segnali una situazione di sofferenza: ci segnala piani di acquisto, abbiamo forse informazioni diverse. Questa lettera è dell’8 maggio 2013».

Nella comunicazione ricevuta, ha precisato il d.g., «ci viene detto che il prezzo è alto. Altro è quello che leggiamo nel verbale ispettivo, che riceviamo nel 2015, dove si dice che la metodologia di calcolo del prezzo è irrazionale e ci sono dei vizi. L’informazione è significativamente diversa». Sulle banche venete, ha continuato Apponi, «abbiamo segnalato alla magistratura tutte le ipotesi di reato che noi vediamo». I due istituti hanno ostacolato l’attività di vigilanza «con dati fasulli».

Diversa la ricostruzione fornita da Carmelo Barbagallo, responsabile della Vigilanza di via Nazionale. La segnalazione alla Consob del novembre 2013 sull’incoerenza del prezzo dell’aumento di capitale di Veneto banca «era più che sufficiente per far scattare un warning dell’altra autorità: se l’autorità poi non agisce non so, non so cosa sia successo nei comitati tecnici». In generale, nella collaborazione con l’authority, Bankitalia segue i protocolli, l’ultimo dei quali è stato sottoscritto nel 2012. Via Nazionale effettua 200-250 ispezioni annue presso le banche e «gli esiti delle ispezioni li inviamo, ma non tutti i verbali ispettivi. Non possiamo inondare la Consob con tutti i verbali. Per questo inviamo l’esito dell’ispezione quando riteniamo ci siano profili rilevanti per l’altra autorità».

L’ultimo protocollo, ha aggiunto Barbagallo, fissa l’obbligo di una collaborazione continua: «Ogni mese per tutte le banche, oltre 500, mandiamo dati granulari su patrimonio e rischi. Dal 2016 la Consob ha anche accesso alla centrali rischi di Bankitalia, quindi può conoscere la situazione dei singoli clienti».

Giacomo Berbenni

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