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E Bankitalia chiede i piani agli istituti medio-piccoli

Una strategia formalizzata per ottimizzare la gestione degli Npl e che preveda precisi piani operativi di breve (1 anno) e medio-termine (3/5 anni) con l’indicazione di tutte le azioni da adottare per la chiusura delle posizioni. Non solo. Gli obiettivi dovranno essere indicati almeno in termini di livello degli Npl al lordo e al netto delle rettifiche di valore sia in termini assoluti che percentuali sul totale dei crediti aperti.
Dopo le best practices diffuse in primavera dal Ssm per la gestione delle sofferenze nelle banche maggiori (Significant) nei giorni scorsi la Banca d’Italia ha pubblicato le linee guida in materia per i nostri istituti less significant, che fine 2016 erano circa 450 di cui 325 banche di credito cooperativo; un insieme che dopo il varo dei due gruppi bancari cooperativi dovrebbe ridursi a non più 120-130. Il documento è aperto per una pubblica consultazione fino alla seconda metà di ottobre dopodiché la Vigilanza, analizzate le osservazioni raccolte, metterà a punto la versione finale di queste “linee guida” con l’obiettivo di renderle operative dall’anno venturo. L’obiettivo è quello di allineare la Guidance per la gestione delle sofferenze anche alle banche minori rispettando il principio di “proporzionalità” ma senza rinunciare all’enfasi su una “gestione attiva” degli Npl che, come ha in più occasioni ricordato il capo della Vigilanza di via Nazionale, Carmelo Barbagallo, può consentire di «massimizzare il valore attuale dei recuperi». Tenendo conto della congiuntura favorevole, la Vigilanza si aspetta di leggere piani capaci di abbattere significativamente il livello di Npl ancora in bilancio. Ma non se ne richiede una «riduzione indiscriminata e immediata». Le possibili azioni di recupero possono passare, si spiega, per una gestione interna, o l’affidamento a intermediari specializzati nel recupero crediti, ristrutturazioni o rilascio di concessioni, acqusizioni di garanzie o l’avvio di procedure legali o stragiudiziali. Insomma le banche minori possono usare con ampia flessibilità tutte le leve ritenute più funzionali per recuperare il necessario livello di qualità degli attivi. Importante è che i piani di gestione degli Npl rientrino a tutti gli effetti nei processi strategici di gestione aziendale e non vengano più considerati marginali. A questo proposito le “linee guida” di Bankitalia pongono una certa enfasi sulla governance, laddove si sottolinea il necessario «pieno coinvolgimento» degli organi di supervisione strategica nel monitoraggio delle procedure di smaltimento delle sofferenza. Altro aspetto cruciale è che le banche si dotino di adeguati data base informatici per registrare tutti i dati sugli Npl. Una base di dati bene organizzata, si osserva tra l’altro, può anche migliorare la valutazione degli Npl da parte di investitori interessati al loro acquisto.

Davide Colombo

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