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Bankitalia: calano i costi per gestire il conto corrente

La spesa media per la gestione di un conto corrente bancario è diminuita per il terzo anno consecutivo, attestandosi a 105,7 euro, oltre 4 euro in meno rispetto all’anno precedente e 8 euro in meno rispetto al 2009. I dati emergono dall’indagine sui costi dei conti correnti condotta da Bankitalia. «La flessione – si legge nell’indagine – deriva principalmente dalla riduzione dei canoni e delle spese per la scritturazione delle singole operazioni. La contrazione dei costi non è stata influenzata, come accadde lo scorso anno, da una minore operatività della clientela: nel complesso, infatti, il numero di operazioni è in aumento; in particolare, sono cresciuti i prelievi presso Atm e i bonifici effettuati sia allo sportello sia su altri canali».
Le rilevazioni di Banca d’Italia, tuttavia, evidenziano anche un comparto nel quali i costi, in molti casi, sono saliti: per i conti correnti ai quali è associata la concessione di un credito (affidamenti o scoperti di conto corrente) si afferma nell’indagine, le commissioni per la messa a disposizione dei fondi «appaiono tendenzialmente più onerose rispetto alla commissione di massimo scoperto (che nel 2011 era ancora applicata al ricorrere di particolari condizioni) in particolare per i clienti che non sconfinano oltre il fido accordato o che presentano sconfinamenti di durata contenuta». In media, per i contratti cui è stata applicata la commissione di massimo scoperto si rileva una spesa di 65 euro a fronte dei 79 pagati per la commissione di messa a disposizione dei fondi. Tornando ai costi dei conti correnti, secondo Bankitalia la riduzione delle spese fisse e di alcuni costi variabili, insieme all’incremento del numero di operazioni, ha comportato un calo del costo medio per operazione nell’ultimo anno pari al 18%, da 1,78 a 1,51 euro. Al netto delle commissioni pagate sugli scoperti e i finanziamenti in conto corrente, la spesa media annua si attesta a 88,3 euro (2,8 in meno del 2010).
Il 57,3% della spesa è composto da spese fisse; le spese variabili coprono il 26,2%, mentre la quota restante (16,5%) riguarda commissioni sugli utilizzi a debito. Come nell’anno precedente, la diminuzione della spesa è dipesa dalla flessione della parte fissa (-4,3 euro) e dalle minori commissioni sugli utilizzi (-1,7 euro); il complesso delle spese variabili è invece cresciuto di 1,5 euro, anche per il maggior numero di operazioni svolte rispetto all’anno precedente. Le spese fisse sono diminuite nel 2011 di 4,3 euro, quasi il 7% in meno dello scorso anno: il calo è stato determinato principalmente dalla riduzione dei canoni di base e di quelli delle carte di credito; soltanto le spese per l’invio dell’estratto conto hanno fatto registrare un aumento di 0,2 euro. Le spese fisse sono più elevate per i conti di maggior anzianità (circa 75 euro per i conti accesi prima del 2000) e progressivamente più ridotte per i conti di recente apertura (40,4 euro per i conti operativi dal 2010). Le spese variabili sono aumentate in media di 1,5 euro e hanno raggiunto l’importo di 27,7 euro; quasi il 40% della crescita é attribuibile all’aumento medio delle commissioni, la quota restante è spiegata dal maggior numero di operazioni svolte dalla clientela. Per i conti correnti postali, infine, nel 2011 la spesa media é diminuita di 4,1 euro, attestandosi a 56 euro e recuperando l’aumento registratosi nell’anno precedente.

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