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Bankitalia, bilancio in utile per 3,9 miliardi

La politica monetaria straordinaria dell’Eurosistema ha fatto salire di un altro scalone il bilancio della Banca d’Italia. I numeri del 2017 approvati ieri dall’assemblea ordinaria dei partecipanti registrano tutti variazioni a doppia cifra: +20% il totale dell’attivo (931 miliardi, 157 in più rispetto al 2016), +13% il margine d’interesse (da 7 a 8 miliardi), +45% l’utile netto (3,9 miliardi, 1,2 in più rispetto all’anno prima). In apertura dell’assemblea, quando ha citato quest’ultimo dato del conto economico, il governatore Ignazio Visco ha affermato che si tratta del «risultato più elevato mai raggiunto dall’Istituto e ha come principale determinante l’incremento del portafoglio titoli generato dalla politica monetaria espansiva deliberata dal Consiglio direttivo della Bce». Una politica che proseguirà con l’attuale programma di acquisti netti da 30 miliardi al mese fino a settembre e in ogni caso finché non si riscontrerà «un aggiustamento durevole dell’evoluzione dei prezzi coerente con l’obiettivo di inflazione». Il bilancio di Bankitalia è triplicato negli ultimi dieci anni mentre quello dell’Eurosistema è raddoppiato. A fare la differenza è stato anche l’ampio ricorso al rifinanziamento da parte della nostre banche – ha sottolineato Visco – segnalando che i titoli associati alle operazioni di politica monetaria, assenti dieci anni fa, rappresentano ora il 40% del bilancio (50% nell’Eurosistema). L’anno scorso il titoli in portafoglio hanno raggiunto i 358 miliardi (+45%), mentre le operazioni di rifinanziamento sono cresciute di 47 miliardi (a 252 miliardi); nel complesso gli attivi riconducibili alla politica monetaria rappresentano ora il 65% del totale del bilancio. Tra le attività il valore dell’oro s’è attestato a 85 miliardi, mentre sul lato del passivo il saldo debitorio della Banca d’Italia su sistema di pagamenti TARGET2 ha raggiunto a fine 2017 i 439 miliardi (82 in più sul 2016). I depositi presso palazzo Koch delle banche sono passati da 72 a 143 miliardi mentre le banconote in circolazione, rilevate nel bilancio della Banca in proporzione alla quota di partecipazione al capitale Bce, sono cresciute di 7 miliardi a poco più di 188. Come l’anno scorso per adeguare i presidi patrimoniali ai rischi attuali e prospettici il fondo rischi è stato alimentato con 2,9 miliardi. Riguardo ai costi operativi, l’anno scorso è stato registrato un calo del 3,4%, con spese per il personale calate di 58 milioni. Negli ultimi dieci anni l’organico s’è ridotto di mille unità e a fine 2017 era pari a 6.799 unità, mentre il riassetto delle filiali si completerà quest’anno, con la chiusura delle ultime 10 unità territoriali ; oggi le filiali sono 39 contro le 97 del 2008.
A fronte dell’utile netto da record di cui si diceva, Bankitalia ha assegnato allo Stato 3,365 miliardi che, in aggiunta a imposte di competenza per 1,563 miliardi, portano l’assegno complessivo girato al Tesoro a circa 4,9 miliardi, un livello di oltre 1,5 miliardi superiore a quello dell’anno scorso. Per i partecipanti privati, banche, assicurazioni e Casse previdenziali, il dividendo è stato invece di 218 milioni. La cedola massima sarebbe stata di 340 milioni ma 4 partecipanti, tra i quali Intesa San Paolo e UniCredit, hanno ancora quote superiori al 3% del capitale e quindi 122 milioni di dividendi vengono sterilizzati e incamerati tra le riserve. Attualmente sono 124 i soggetti con una partecipazione nel capitale di Bankitalia, 85 nuovi arrivati dopo la riforma Letta (legge n.5 /2014): 6 assicurazioni, 8 fondi pensione, 9 enti previdenziali, 20 fondazioni di matrice bancaria e 42 banche. La novità più significativa nel panorama dei partecipanti è rappresentata dalle otto casse privatizzate aderenti all’Adepp, che detengono attualmente il 14,53% del capitale avendo investito oltre un miliardo. «Siamo tra i maggiori azionisti» ha affermato Nunzio Luciano, presidente di Cassa Forense e vice presidente vicario Adepp che ieri, significativamente, è intervenuto all’assemblea ordinaria. «Le Casse di previdenza privata – ha aggiunto Luciano – possono svolgere, nell’ambito degli obiettivi istituzionali, un ruolo guida nell’economia e negli investimenti per rilanciare il Sistema Paese».

Davide Colombo

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