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Bankitalia: bene il Cura Italia, ma attenzione al debito

ROMA – Promosso, anche se non proprio a pieni voti, il decreto Marzo, Banca d’Italia, Corte dei conti e Istat concordano di fatto con il Governo sulla necessità di adottare nuove misure per ripartire dopo «un conflitto da dopoguerra». Ma mettono in guardia dai rischi legati alla recessione e dal massiccio ricorso al deficit per fronteggiare l’emergenza coronavirus, che proseguirà nelle prossime settimane con il nuovo decreto Aprile da almeno 25 miliardi, anche grazie alla sostanziale sospensione del Patto di stabilità deciso a Bruxelles. Nella memoria inviata alle commissioni Bilancio di Senato e Camera da Bankitalia si invita anzitutto l’esecutivo a usare «in maniera oculata le risorse che il Paese prenderà a prestito» per affrontare l’emergenza sanitaria e avviare la ripresa economica. E si sottolinea che «quando i tempi saranno nuovamente propizi sarà necessario assicurare le condizioni per riavviare un percorso di riduzione del rapporto fra debito pubblico e prodotto».

La Banca d’Italia, che ieri ha messo a disposizione un contributo di 20,9 milioni a un primo gruppo di soggetti impegnati nell’azione di contrasto alla diffusione del coronavirus, parla di «ripercussioni notevoli» dalla diffusione dell’epidemia. La previsione dell’Istat è ancora più esplicita: il propagarsi del virus sta determinando «uno shock di dimensioni inimmaginabili all’economia internazionale» in un contesto che «non ha precedenti nel dopoguerra».

Anche la Corte dei conti non può che registrare un peggioramento delle prospettive di crescita. La stessa magistratura contabile sollecita però il Governo a graduare le nuove misure in deficit «mantenendo sotto controllo la qualità e l’effettiva necessità della spesa». Come indicato dalla Banca d’Italia, l’aspetto più delicato resta quello di una eventuale impennata del debito verso la soglia del 150% del Pil. Il messaggio all’esecutivo è chiaro: «le condizioni di sostenibilità andranno sempre confermate».

Il nuovo decreto che, come confermato ieri alla Camera dal premier Giuseppe Conte, l’esecutivo si accinge a varare ai primi di aprile dovrà insomma essere ben calibrato correggendo anche alcune misure adottate con il Dl Marzo. Bankitalia, ad esempio, ricorda che le Pmi nei prossimi mesi potranno risentire maggiormente di eventuali restrizioni al credito, mentre sul fronte delle grandi aziende invita il Governo a «un’attenta analisi di costi e benefici per assicurare che le risorse pubbliche vengano concentrate su quei casi in cui sono accertabili condizioni di difficoltà».

Da via Nazionale arrivano altre indicazioni, come sui congedi parentali che «potrebbe essere necessario estendere» nell’eventualità di una chiusura prolungata delle scuole. Non manca qualche perplessità sull’indennità una tantum di 600 euro ai lavoratori autonomi. Secondo Bankitalia, se il bonus dovesse essere riproposto, sarebbe opportuno parametrarlo ai redditi, all’impatto della crisi sugli affari sul territorio ma anche a livello settoriale.

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