Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Bankitalia azzera il coefficiente anticiclico

Per una volta, le aziende di credito italiane non dovranno vedersela con una nuova richiesta di rafforzamento di capitale da parte di chi è chiamato a vigilare su di loro. La Banca d’Italia ha infatti comunicato di aver fissato allo zero per cento il coefficiente della riserva di capitale anticiclica per il secondo trimestre del 2016. La nota di via Nazionale, diffusa via internet a cavallo del ponte pasquale, è la prima del genere ed è prevista dalla Direttiva Crd4, la normativa europea sull’accesso all’attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale.
Via Nazionale ha stabilito il coefficiente, esercitando un potere previsto dalla Direttiva, sulla base della valutazione del rapporto tra credito bancario e Pil e del suo scostamento dal trend di lungo periodo (il cosiddetto credit-to-GDP gap). Secondo la metodologia applicata di via Nazionale, tale divario sarebbe in questo momento negativo per cinque punti percentuali.
La Banca d’Italia ha quindi calcolato la condizione macrofinanziaria dell’economia del Paese che, si osserva «seppur in miglioramento, resta debole».
Anche se la dinamica del credito bancario è tornata positiva il credito alle imprese «continua a ridursi» mentre, ricorda ancora la nota di Palazzo Koch, il tasso di disoccupazione, in flessione, è ancora su livelli storicamente elevati e anche i prezzi degli immobili in termini reali, che pure sono in lieve ripresa, rimangono ben inferiori al loro livello di lungo periodo.
Per fissare il coefficiente della riserva di capitale anticiclica, spiega il documento di via Nazionale, la normativa europea ha individuato nel credit-to-GDP gap il principale indicatore di riferimento.
Quest’ultimo misura il ciclo creditizio basandosi sullo scostamento del rapporto tra credito totale al settore privato non finanziario e Pil dal suo trend di lungo periodo. La misura calcolata dalla Banca d’Italia è diversa dalla metodologia standard proposta dal Comitato di Basilea per la Vigilanza bancaria.Il Comitato europeo per il rischio sistemico (European Systemic Risk Board, ESRB), con la raccomandazione del 18 giugno 2014 , consente tuttavia alle autorità designate dei paesi dell’Unione europea di adottare misure del credit-to-GDP gap diverse da quella standard qualora quest’ultima non rifletta adeguatamente le caratteristiche del ciclo finanziario nazionale. Utilizzando la metodologia standard, lo scostamento nel quarto trimestre del 2015 per l’Italia sarebbe negativo del 7,2% (-5,2% con la metodologia Banca d’Italia).
Via Nazionale, per la verità, aveva già dato un’indicazione per un cuscinetto di capitale anticiclico pari a zero per il primo trimestre di quest’anno. La decisione, presa a fine dicembre scorso, non era stata pubblicizzata con una nota ma inserita direttamente nell’area del sito istituzionale dedicata alle decisioni macro prudenziali dell’Autorità.
Anche in quel caso l’indicatore aveva mostrato un valore negativo del credito in rapporto al Pil del Paese. L’obiettivo di questa disposizione, nata dalle discussioni in seno al G20 e al Financial stability board dopo il primo dispiegarsi della crisi finanziaria internazionale, è quello di stimolare la creazione di un cuscinetto ulteriore di capitale di riserva nei periodi di forte espansione creditizia e di utilizzarlo, invece, nelle fasi in cui c’è una contrazione creditizia rispetto all’andamento del prodotto interno.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa