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Bankitalia avverte: «Il Fisco pesa su onesti e crescita»

La Banca d’Italia e la Corte dei Conti sollecitano il governo e i partiti a sciogliere i dubbi sul futuro dell’Imu, perché dal gettito della tassa sugli immobili dipende il conseguimento del pareggio di bilancio del 2013. «Vanno immediatamente dissipate le incertezze sulla stabilità del gettito legato al vigente sistema di imposizione sugli immobili» ha avvertito ieri Daniele Franco, direttore della ricerca economica della Banca d’Italia, ascoltato dal Parlamento sul Documento di Economia e Finanza appena presentato dall’esecutivo.
«Se l’attuale configurazione dell’Imu dovesse considerarsi di natura temporanea il gettito potrebbe essere escluso dal calcolo del deficit e dell’aggiustamento conseguito nel 2012-2014» ha detto Franco. Il Tesoro è subito intervenuto con un “errata corrige” al Def per chiarire che l’andamento dei conti pubblici previsto nei prossimi anni tiene conto dell’Imu, che quindi è considerata una misura strutturale e permanente. I veri destinatari delle sollecitazioni di Bankitalia, però, sono i partiti che in queste ore stanno trattando la composizione ed il mandato operativo del nuovo governo. E che, come dice il titolare dell’economia, Vittorio Grilli, potranno modificare o ampliare il programma economico.
Sia il Pd sia il Pdl, come la stessa Lista Civica di Monti, avevano nei loro programmi elettorali una modifica, più o meno profonda, della nuova imposta sugli immobili. E oggi Bankitalia li avverte che, se dovessero cambiare le cose, dovranno anche pensare a come coprire il buco che si creerebbe nel bilancio. Lo stesso problema, evidenziato nelle audizioni di ieri anche dalla Corte dei Conti, si pone con l’Iva, ma anche con alcune spese che sono scoperte, come quelle per le missioni di pace, e sulle quali bisognerà presto prendere una decisione definitiva per tranquillizzare Ue e mercati.
I conti pubblici vanno meglio, ma non consentono piena tranquillità. Bankitalia e Istat confermano le stime del governo per il 2012-2013, ma non nascondono i possibili rischi, evidenziano i pochi margini di manovra concessi dalla finanza pubblica ed anzi, come ha fatto la Corte dei Conti, sollecitano attenzione sul gettito fiscale che, a prescindere dall’Imu, potrebbe essere inferiore alle attese.
Per la Banca d’Italia il pareggio di bilancio e il suo mantenimento non dovrebbero essere granché a rischio almeno fino al 2015, anno nel quale bisognerà tornare a fare qualche manovra di correzione dei conti, anche se modesta, per centrare gli obiettivi. Secondo la Banca centrale, per garantire il mantenimento del pareggio servirà una correzione di un punto nel triennio 2015-2017, mentre secondo Grilli, confermando l’Imu, basterà solo una manutenzione da 0,2 punti di pil l’anno.
La definizione e l’attuazione di nuove misure per favore la crescita dell’economia, considerata anche da imprese e sindacati un elemento cruciale, dovranno essere la priorità per il nuovo esecutivo, ha aggiunto ieri il ministro dell’Economia, invitando il futuro governo a non disperdere «la rinnovata credibilità internazionale del paese», guadagnata dopo un anno di sacrifici pesanti. Che hanno avuto un impatto altrettanto pesante sulla vita di tutti i giorni: secondo Rete imprese Italia solo il costo dell’ultima manovra sarebbe di 4 mila euro a famiglia. Secondo l’Istat sono sempre di più quelle che riducono i consumi e scelgono gli acquisti al “discount”, tanto che Bankitalia sollecita in tempi brevi sostegni al sistema produttivo, ma anche alle fasce più deboli della popolazione. Anche perché le tasse non potranno calare tanto velocemente: nonostante il nostro sistema sia una «giungla incomprensibile», come dice il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, la pressione fiscale dovrà restare elevata per garantire la tenuta del bilancio.

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