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Bankitalia: alzare tutti i livelli nei controlli interni

Più responsabilità degli organi aziendali nei controlli interni alle banche e un potenziamento di tutti i livelli di controllo. È il principio che ispira le nuove disposizioni della Banca d’Italia per la vigilanza prudenziale per le banche in materia di sistema dei controlli interni, sistema informativo e continuità operativa: le norme sono in vigore da ieri ma efficaci dal 1 luglio 2014. «Per favorire la diffusione della cultura del controllo – spiega via Nazionale – è previsto che le banche si dotino di un codice etico, applicabile a tutti i componenti degli organi aziendali e ai dipendenti. Le nuove norme sul sistema dei controlli interni enfatizzano il ruolo degli organi aziendali, sui quali ricade la responsabilità primaria della definizione di un sistema dei controlli interni completo, adeguato, funzionale e affidabile». Particolare rilievo è dato all’articolazione e al corretto funzionamento dei controlli: «Le norme chiedono di potenziare tutti i livelli di controllo. Alle banche è chiesto di predisporre un documento che formalizzi le modalità di coordinamento delle attività dei vari organi e funzioni di controllo». Per assicurare l’indipendenza e l’autorevolezza del risk management, della compliance e dell’internal audit, vengono introdotte rigorose procedure di nomina e di revoca dei responsabili; sono previsti presidi organizzativi per garantire l’indipendenza dalle aree di produzione; sono delineate modalità di riporto, gerarchico e funzionale, verso gli organi aziendali. È stata inoltre introdotta una disciplina organica in materia di esternalizzazione delle funzioni aziendali. Le banche sono tenute a presidiare i rischi dell’esternalizzazione, mantenendo la capacità di controllo e la responsabilità delle attività esternalizzate.
Oltre a regolamentare le modalità di governo del sistema informativo e di gestione del rischio informatico e i requisiti per assicurare la sicurezza informatica, le disposizioni recepiscono le raccomandazioni della Bce per la sicurezza delle transazioni bancarie tramite internet. Vengono inoltre ridefinite le modalità di gestione delle crisi all’interno del sistema finanziario ed è stato formalizzato il ruolo del Codise, come struttura di coordinamento presieduta dalla Banca d’Italia, a cui partecipano operatori finanziari e autorità. Alle banche, infine, è richiesto di effettuare entro il 31 dicembre 2013 un’ autovalutazione della situazione aziendale rispetto alle previsioni della nuova normativa e di individuare le misure da adottare per assicurarne il rispetto. «Si tratta di una razionalizzazione del sistema dei controlli doverosa e attesa – osserva Luigi Arturo Bianchi, docente di diritto commerciale alla Bocconi ed esperto di governance bancaria – e mi sembra che la Banca d’Italia abbia tenuto conto delle istanze espresse dagli operatori, che avevano chiesto di evitare un approccio eccessivamente pervasivo. Naturalmente- aggiunge- viene espressa con chiarezza la volontà di centralizzare al cda la funzione di presidio dei rischi anche in rapporto a quelli derivanti dall’operatività. E questa, per le aziende di credito e per gli esponenti aziendali è una sfida importante– conclude Bianchi– perchè si dovrà tener conto del centralismo del controllo, contestualmente al decentramento operativo, richiesto dalla necessità di dare attenzione al territorio».

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