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Bankitalia ha chiuso il 2019 con un utile netto di 8,2 miliardi di euro, che corrisponde a 2 miliardi in più rispetto al precedente esercizio. Si tratta, ha sottolineato il governatore Ignazio Visco, del «risultato più elevato mai raggiunto nella storia dell’istituto». Dopo quattro anni di continua espansione, il totale di bilancio, analogamente a quello dell’Eurosistema, ha registrato una modesta flessione legata alla riduzione delle attività di politica monetaria. La dimensione rimane comunque rilevante: quasi mille miliardi, in crescita di oltre l’80% dalla fine del 2014. Negli ultimi cinque anni il risultato lordo è ammontato a 41 miliardi. L’importo cumulato riconosciuto allo Stato ha raggiunto i 21 miliardi, oltre a imposte di competenza per 6 mld.

Quanto all’attivo di 960 miliardi (8 in meno rispetto al 2019), la parte prevalente continua a essere rappresentata da titoli acquistati per finalità di politica monetaria, pari a 384 miliardi; di questi, circa 320 sono governativi italiani. Le operazioni di rifinanziamento, pari a 220 miliardi, si sono ridotte di 24 mld per effetto dei rimborsi anticipati nell’ambito di quelle mirate della seconda serie. Complessivamente gli attivi riconducibili a operazioni di politica monetaria superano il 60% del totale di bilancio.

Il valore dell’oro è cresciuto di quasi 20 miliardi, raggiungendo 107 mld. In linea con le regole contabili dell’Eurosistema, tale apprezzamento non confluisce nel conto economico e, quindi, non ha inciso sul risultato di Via Nazionale, essendosi riflesso in un corrispondente incremento dei conti di rivalutazione del passivo.

Le attività di investimento, pari a 140 miliardi, sono costituite principalmente da titoli obbligazionari e, in misura minore, da azioni. Quanto alla componente azionaria, dallo scorso anno Bankitalia ha modificato la strategia di investimento, integrandola con i fattori Esg (Environmental, social and governance). Sono state escluse le azioni di società che operano prevalentemente in settori non conformi ai principi del Global Compact delle Nazioni Unite e sono stati privilegiati i titoli di realtà con i migliori punteggi sui profili Esg. Sono in corso approfondimenti per estendere quest’anno la nuova strategia agli investimenti in obbligazioni societarie. Dal lato del passivo, per la prima volta negli ultimi cinque anni si è ridotto il saldo debitorio sul sistema dei pagamenti Target2, passato da 482 a 439 miliardi.

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