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Bankitalia: a 103,8 euro il costo del conto corrente

Nel 2012 la spesa media per la gestione di un conto corrente è stata pari a 103,8 euro, ovvero 4,1 euro in meno rispetto all’anno precedente e 6,7 euro in meno rispetto al 2010.La riduzione dell’onere medio per le famiglie si evince dall’ultima indagine ad hoc realizzata dalla Banca d’Italia, su un campione composto da oltre 12 mila clienti distribuiti su 639 sportelli di 200 banche e 24 dipendenze di Bancoposta.

In particolare, sottolinea Bankitalia, lo scorso anno si sono ridotti gli oneri fissi, tra cui i canoni e quelli corrisposti in caso di affidamenti e di scoperti di conto corrente. Per contro, rileva l’indagine, si è invece verificato un aumento delle commissioni, principalmente per quelle realizzate allo sportello (per esempio i bonifici) rispetto a quelle online.

La flessione della spesa media per la gestione di un conto, spiega Bankitalia, si deve alla combinazione di una riduzione delle spese fisse (che sono pari al 57,3 per cento del totale) e del numero medio di operazioni realizzate nell’anno (da 132,7 a 132,4). Le spese variabili risultano invece in crescita di 1,7 euro, in particolare le altre spese variabili e il costo medio dei bonifici, spiega ancora l’indagine.Queste ultime sono aumentate in media di 1,7 euro e hanno raggiunto l’importo di 29,4 euro invece si sono ridotte le spese per prelievi presso gli Atm e le spese di scrittura. L’aumento delle commissioni ha comportato un incremento del costo medio per operazione, che è passato da 1,5 a 1,8 euro. Anche nel 2012 , documenta l’indagine realizzata in via Nazionale, si è rafforzato il ricorso da parte della clientela all’operatività on line, perchè le operazioni telematiche stanno progressivamente sostituendo quelle allo sportello. Così mentre nel 2010 a fronte di un’operazione telematica erano state effettuate 1,7 operazioni presso lo sportello, nel 2012 questa proporzione è scesa a 1,4; nello stesso periodo, il costo unitario delle spese di scrittura per operazioni telematiche diminuisce dal 33,3% al 31,9% rispetto all’analoga operazione allo sportello.

La spesa per la gestione del conto corrente presenta inoltre un’ampia variabilità in funzione delle caratteristiche soggettive della clientela: per i conti correnti intestati ai giovani si riscontrano le spese più basse (pari a 59 euro) anche tenuto conto della ridotta operatività, mentre quelli intestati alle famiglie hanno spese mediamente maggiori (92,4 euro); la spesa per la gestione in capo a pensionati si colloca su valori intermedi (75,1 euro). Oltre che dal diverso livello di operatività e quindi di spese variabili, la forte variabilità tra i diversi gruppi sociali dipende anche dalle spese fisse. Per il 70,9 per cento dei conti la spesa effettiva è stata inferiore all’indicatore sintetico di costo pubblicizzato(Isc).

Ma quasi un terzo dei conti, annota Bankitalia, presenta una spesa effettiva superiore, rispetto all’indicatore sintetico di costo, con un onere aggiuntivo in media pari, a fine anno, a 68 euro. Si tratta di conti la cui tipologia non sembra coerente con l’operatività del cliente; in molti casi – conclude Bankitalia – sarebbe possibile conseguire un risparmio di spesa accedendo sempre che sia possibile,presso la stessa banca o altri ntermediari, a un nuovo contratto con una struttura di costi maggiormente bilanciata rispetto al numero e al tipo di operazioni svolte».

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