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Bank of Ireland azzera i bond ai creditori

di Morya Longo

«Avremmo intenzione di azzerare i vostri risparmi in un colpo. Scriveteci se avete commenti o suggerimenti in proposito». Non è esattamente con queste parole, ma il senso del comunicato pubblicato ieri dal ministero delle Finanze irlandese è proprio questo: il Governo intende tagliare fino al 100% il capitale di sei obbligazioni subordinate emesse da Bank of Ireland. Si tratta di titoli che hanno un valore residuo sul mercato di circa 400 milioni di euro e che sono "sopravvissuti" alla mattanza della scorsa estate.

Azzerando tutti questi debiti, il ministro irlandese delle finanze Michael Noonan mira a portare i coefficienti patrimoniali di Bank of Ireland su livelli ottimali. Secondo i suoi calcoli, con questi soldi la banca si rafforzerebbe a sufficienza. Secondo altre stime, però, questi soldi sarebbero addirittura troppi. Sta di fatto che, per mettere a posto i conti della banca, l'Irlanda vuole cancellare i risparmi della gente. Anche degli italiani. Mors tua, vita mea.

Mille euro in un cent

Per capire questa vicenda, su cui Il Sole 24 Ore aveva scritto il 13 ottobre, bisogna fare un passo indietro. Bank of Ireland, in difficoltà per la crisi finanziaria, per tre volte è stata costretta a ristrutturare i suoi 18 prestiti obbligazionari subordinati. L'ultima ristrutturazione è avvenuta la scorsa estate: la banca irlandese ha proposto a chiunque possedesse una delle 18 obbligazioni subordinate di consegnare quei "vecchi" titoli, per ottenere in cambio – con una forte perdita – un mini-rimborso cash oppure azioni. La perdita c'era, ma chi accettava l'offerta recuperava almeno parte dell'investimento.

C'era però una "piccola" clausola: chi accettava l'offerta, dava automaticamente il proprio assenso a rimborsare con un misero centesimo tutti i bond di chi non avesse aderito. Per capirci: chi accettava le condizioni imposte dall'Irlanda recuperava una parte dell'investimento, ma contemporaneamente condannava chi non avesse accettato a perdere praticamente tutto. Ebbene: tanti risparmiatori italiani non hanno aderito. Non per masochismo, ma per un motivo più banale: nessuno – neppure le loro banche – li ha mai avvertiti dell'offerta in corso. Così, al ritorno dalle vacanze estive, tanti risparmiatori si sono trovati sul conto corrente un misero centesimo per ogni mille euro di obbligazioni targate Bank of Ireland.

La nuova offensiva

Ora Bank of Ireland, o meglio il ministro Noonan, torna all'attacco. Il motivo è semplice: siccome per il rimborso dei 18 bond a un centesimo bisognava raggiungere un quorum elevato di adesioni, per sei obbligazioni subordinate questo quorum non è stato raggiunto. Così, per queste sei obbligazioni subordinate, la trasformazione in un centesimo non è avvenuta. È per questo che, proprio ieri, il dipartimento delle finanze irlandese ha annunciato l'intenzione di adottare misure ancora più drastiche: cancellare tutti i 400 milioni ancora sul mercato di questi sei bond. Punto.

C'è però ancora tempo per protestare. Il Governo irlandese non ha ancora preso la decisione finale, ma ha aperto una consultazione per ascoltare il parere delle parti in causa: chiunque avesse qualche obiezione da sollevare, può farlo scrivendo via e-mail o via posta entro «e non oltre» le 17,30 del 30 novembre. Forse il Governo spera che nessuno scriva. Comunque ha già detto che non risponderà, ma che «terrà conto» dei suggerimenti. Ma una micro-porta resta aperta. Per pochi giorni.
 

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