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Bank of England chiama lo straniero Londra sceglie il canadese Carney

Questa volta sono andati in fumo i suggerimenti della stampa più prestigiosa, a cominciare dal Financial Times e dal Times che indicavano in Lord Turner (numero uno del Financial Services Authority) e Paul Tucker (numero due della “Old Lady” di Threadneedle Street) i migliori candidati possibili per la poltrona di Governatore della Banca d’Inghilterra. Con uno scatto dell’ultima ora il cancelliere dello Scacchiere, il conservatore George Osborne, ha chiamato in servizio l’outsider (si fa per dire) Mark Carney che aveva già corteggiato in estate ma dal quale si era sentito opporre un garbato no. Il pressing nei confronti dell’attuale banchiere centrale canadese, nonché presidente del Financial Stability Board, è stato alla fine vincente.
La soluzione è ragionevole. Nel pieno della corsa alla prestigiosa carica ora occupata da Mervyn King si erano staccati dal gruppo degli aspiranti sia Lord Turner sia Paul Tucker. Però, sul più bello, i due erano scivolati su una pericolosa buccia di banana, l’inchiesta sulla manipolazione dei tassi Libor. Entrambi sfiorati dal sospetto di non avere svolto con la dovuta solerzia i controlli che il ruolo a loro imponeva si sono visti bruciare sul filo di lana. Questione d’immagine. Questione di sostanza: portare ai vertici della politica monetaria nomi di prestigio ma con qualche macchia o macchiolina sulla camicia bianca non appariva corretto. Dunque via libera al meno inglese dei concorrenti, quel Mark Carney con fama da duro ereditata dai tempi dell’Università ad Harvard (facoltà di economia) in cui era portiere di hockey su ghiaccio. Il Tesoro di sua maestà si toglie un peso: lascia ai box i due cavalli di razza interni (Lord Turner e Paul Tucker) e si affida al terzo incomodo, un professionista quarantesettenne, il più giovane fra i banchieri centrali dei paesi industrializzati, che non è di certo a digiuno di sfide.
Tanto professionali: per 13 anni è stato in Goldman Sachs, poi a capo della Bank of Canada e negli ultimi mesi al Fondo di Stabilità. Quanto familiari: è nato e cresciuto fino all’età di sei anni a Fort Smith nei Territori del Nord Ovest dove ieri il termometro segnava meno ventuno. La tempra viene da lì. Curioso il suo oroscopo di lunedì: «La vostra carriera potrebbe subire una svolta». La sua prima promessa: «E’ un periodo decisivo per la riforma dei sistemi finanziari a cominciare dalla piazza leader nel mondo». Che da giugno sarà la sua City di Londra.

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